Le letture della Normale
Vecchi macellli di Pisa, 2 – 5 luglio 2003
Lettura integrale dell’orlando furioso
Le dichiarazioni
Prof. Salvatore Settis
Direttore Scuola Normale Superiore
“Il titolo, “Dirò d’Orlando”, che abbiamo scelto per l’evento teatrale con cui
intendiamo valorizzare in una veste originale e spettacolare un grande classico
della letteratura come l’Orlando Furioso di Ludovico Ariosto, lega con grande
effetto l’opera scelta alla tipologia di spettacolo che intendiamo proporre. Sarà,
infatti, un Orlando detto, proclamato, letto, misurato sulle parole delle diverse
voci, di cittadini e non di attori professionisti, che si alterneranno nelle ambientazioni
create dalla scenografa Beatrice Meoni. Il tutto darà vita ad uno spettacolo vissuto,
che la visione teatrale del regista Roberto Fratini ha creato come un vero e proprio
Parco della Lettura. A questo “dire” collettivo e corale bisognava, tuttavia,
dare una casa, un luogo e, come tradizione, abbiamo scelto di collocare il nostro
sforzo produttivo in un ambiente “diverso”, privo di ogni predeterminazione scenica,
ma con la naturale vocazione ad essere interpretato in chiave artistica come luogo
di un evento: i vecchi Macelli di Pisa.
Sono particolarmente felice della scelta, e sono molto grato al Comune che ci
ha concesso l’uso dello spazio. Sono convinto che lo spettacolo di quest’anno
possa rappresentare un’occasione preziosa per unire, nel segno della grande poesia,
non solo la Normale a Pisa ma Pisa a un necessario rilancio della lettura, della
letteratura, della dimensione teatrale.”
Prof.ssa Lina Bolzoni
Responsabile scientifico “Dirò d’Orlando”
“Il poema di Ludovico Ariosto, che canta le donne e i cavalieri, le arme e gli
amori, dei mitici buoni tempi antichi, può essere considerato come l’opera più
rappresentativa del Rinascimento italiano. Così l’ha visto a lungo la critica,
sottolineandone l’armonia e i caratteri di divina ironia. Certo oggi il nostro
approccio al poema è più complesso, più attento alla sua capacità di mettere in
scena la logica del desiderio e la presenza universale della follia, che non solo
rende folle Orlando per il suo amore infelice per Angelica, ma corrode il cuore
del poeta stesso, e minaccia di non fargli portare a termine la sua opera.
Leggere oggi l’Orlando Furioso vuol dire immergersi in un testo che ha saputo
affascinare non solo l’Italia, ma l’Europa del Rinascimento, che ha parlato anche
a poeti, musicisti, organizzatori di feste di corte. E che è ben presente nel
cuore dell’esperienza del Novecento, da Borges a Calvino a Ronconi.”
Paolo Fontanelli
Sindaco di Pisa
“Torna con grande soddisfazione della città l’iniziativa della Scuola Normale
Superiore per la lettura pubblica integrale dei Capolavori della letteratura di
tutti i tempi.
Quest’anno sarà protagonista l’Orlando Furioso, che segue il successo della lettura
di Omero nel 2001 e di Dante nel 2002. La formula consolidata dell’evento permetterà
la partecipazione di un gran numero di cittadini come spettatori e come protagonisti.
Ma accanto all’alto valore culturale dell’iniziativa mi preme sottolineare anche
l’utilizzo di luoghi importanti della nostra città come scena dell’evento. Dopo
il Teatro Rossi e l’Abbazia di S. Zeno, questa volta è stata scelta la sede ristrutturata
degli Ex Macelli, che a me piace chiamare “Cittadella della Scienza”. Durante
l’inaugurazione della nuova sede del Dipartimento di Informatica abbiamo parlato,
all’interno dei progetti di eccellenza della nostra Università, dell’utilizzo
futuro della Città della Scienza, che ha già iniziato a essere sede del Museo
delle Macchine da Calcolo.
E’ grande soddisfazione per tutti che la lettura pubblica e collettiva dell’Orlando
Furioso si svolga proprio nella bellissima sede degli Ex Macelli recuperati.”
Cosimo Bracci Torsi
Presidente Fondazione Cassa di Risparmio di Pisa
“Per il terzo anno consecutivo la Scuola Normale Superiore organizza la lettura
di un grande poema, ripercorrendo le tappe di un ideale canone letterario e culturale.
All’inizio è stata l’Odissea, poi la Commedia, e quest’anno il registro cambia
ancora con l’Orlando Furioso; quello che resta immutato è però lo spirito dell’iniziativa
che restituisce a questi pilastri della nostra tradizione culturale, attraverso
una partecipazione diretta e corale del pubblico ed il gusto originale della parola
recitata, un significato di identificazione collettiva.
La Fondazione Cassa di Risparmio di Pisa è lieta di aver contribuito all’iniziativa
che, insieme a molte intraprese, sottolinea l’impegno della Scuola per promuovere
la cultura del territorio, smentendo gli stereotipi che la vorrebbero un’elitaria
torre d’avorio.”
Roberto Fratini Serafide
Regista “Dirò d’Orlando”
“Di fronte alla mole dell'Orlando, alla sua macchineria pachidermica, la tentazione
sarebbe stata di economizzare, di contenere con ogni mezzo la dispersivitá del
testo, arginandone nei tempi e nei modi la fluvialitá. Perché Orlando é abbastanza
esteso da risultare - anche a chi lo frequenta da alcuni mesi notte e giorno -
immemorabile. Ma alla lunga ci é parso che il solo modo di eludere le scivolositá
del testo, onorandone lo spirito, fosse di assecondarlo in tutto, di dare fuoco
alle sue polveri. Cosí "Dirò d'Orlando" sará un parco di lettura dove la forma
stessa del poema piú trasformistico della nostra letteratura viene decretata dal
desiderio, dal capriccio, dall'inquietudine di chi legge, e, per la prima volta,
di chi ascolta. Un Orlando tascabile e spropositato, che dura 46 ore o venti minuti,
secondo il tempo lineare e i tempi individuali. Per questo, un Orlando un po'
nero e inquietante e schiacciante, meno spensierato della giostra o del gioco
da tavolo che tutti credono. A chi verrà a vederci, un solo consiglio: guardare
tutti gli orologi, tranne il suo."
Beatrice Meoni
Scenografa “Dirò d’Orlando”
“L’area dei vecchi macelli ,in particolare l’edificio delle stalle bovine , si
è rivelata immediatamente adatta alla lettura dell’Orlando furioso per le caratteristiche
architettoniche che ben si sposano con la struttura e la fruizione del poema.
Il luogo è, infatti, caratterizzato dalla frammentazione degli spazi: due grandi
corridoi su cui si affacciano le celle-stalle, celle che ancora trasmettono l’inquietudine
legata alla loro antica funzione. Questo ambiente ci ha consentito di accostarci
al testo creando un grande parco, in cui gli spettatori possono modificare il
loro rapporto con la lettura decidendo quale aspetto seguirne. L’intera narrazione
dal prato del parco, su cui sostare di fronte ad un albero o ad un ordinato labirinto
di siepi (questi sono i luoghi principali dove si alterneranno i lettori), oppure
una sequenza più intima, fornita dalle letture particolari nelle celle allestite
come ambienti domestici, una camera da letto, una cucina, un salotto…stanze in
cui la realtà della lettura non spettacolare, quella di lettori comuni, prende
vita trasformandole in spazi quasi surreali. L’allestimento tiene presente, quindi,
non solo del rapporto con l’architettura dell’Orlando, ma anche della relazione
che un lettore non professionista ha con il testo, permettendo al pubblico di
vederne i molteplici aspetti.”
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