Presentazione del Direttore artistico
È nel segno della giovinezza e dell’eccellenza che si inaugura la quarantacinquesima Stagione dei Concerti della Normale.
Tali sono, infatti, le caratteristiche della European Union Baroque Orchestra, formata da un gruppo selezionatissimo di candidati provenienti da tutta Europa – età media venticinque anni – e seguita nel percorso di studio dai più famosi specialisti di musica barocca. A guidarla in questa tournée è Enrico Onofri, lo straordinario violinista che Pisa ha già conosciuto in occasione del concerto di Savall dello scorso anno.
Il programma si basa sul contrasto, nel chiaroscuro tipico dell’estetica barocca, nell’opposizione tra piano e forte, tra ‘soli’ e ‘tutti’, con evocazioni di duelli e battaglie tra gli archi. L’altra orchestra da camera prevista a dicembre è creata per l’occasione da Francesco Pasqualetti in collaborazione con alcuni strumentisti dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia. Anche in questo caso si tratta di contrasti, ma biografici. Mozart è al centro, intorno ci sono Antonio Salieri, il suo presunto avvelenatore (il Teatro Verdi mette in scena l’opera di Rimskij-Korsakov ispirata alla novella di Puškin che originò la calunnia), il papà Leopold, suo inflessibile censore, e il Cavaliere di Saint-Georges, violinista, compositore, uomo di spada e d’alcova, nato in Guadalupa e soprannominato il Mozart negro, ben più amato del salisburghese nel bel mondo parigino dell’epoca. In febbraio e marzo abbiamo altre due orchestre da camera, ancora attraversate da un analogo Leitmotiv: la Kremerata Baltica con Gidon Kremer e il gruppo di Basilea con il pianista Dejan Lazic, per un faccia a faccia, certamente meno violento, tra Mozart e Britten. Due sono i recital pianistici tra novembre e dicembre: il russo Grigory Sokolov (non ha ancora scelto un programma definitivo) e il torinese Gabriele Carcano che recupera il concerto già previsto nella passata stagione. Ideale contrappunto alla mostra “Pablo Picasso” della Fondazione Palazzo Blu è la prima serata di gennaio, con Katia e Marielle Labèque in un’ampia dedica ad Isaac Albéniz, una parentesi con Nuages e Fêtes dai Nocturnes di Debussy, e il Boléro di Ravel nella versione originale per due pianoforti ma con la partecipazione di tre pecussionisti e un pittoresco corredo di strumenti popolari dei Paesi Baschi. Sempre a gennaio ci trasferiamo dalla Spagna all’America di Charles Ives, dei suoi meravigliosi songs e della Concord Sonata. Interpreti d’eccezione il baritono Stephan Genz e il pianista Emanuele Arciuli, in cattedra anche per una lezione sui “Compositori nativi americani”. E dall’America alla Russia di Rachmaninov e Šostakovic, con il duo stellare formato da Mischa Maisky e da sua figlia Lily, protagonisti a fine marzo. Praghese e pluripremiato è il Quartetto Bennewitz (fine febbraio) impegnato in un programma che parte da Haydn e arriva all’op. 135 di Beethoven, passando per Janácek e Schnittke. Anche in questa stagione Jeffrey Swann è presente nella doppia veste di conferenziere e di pianista. Terrà due lezioni e altrettanti concerti (fine aprile) sul tema de “ Il Tempo in musica”, quello che si organizza sulla base della memoria e dell’esperienza, e quello aperto, che rimane sospeso, nell’infinito, nel silenzio.
Tra le ultime serate, tra maggio e giugno, abbiamo un concerto in cattedrale con Francesco Filidei, questa volta nella veste di organista, interprete di Bach, Liszt e Xenakis, e il tradizionale concerto del Coro Galilei diretto da Francesco Rizzi. A questi appuntamenti si sommano tre concerti dell’Orchestra della Toscana (direttori e solisti: Daniele Giorgi, Ray Chen, Alexander Lonquich, Olli Mustonen) e L’Opera da tre soldi di Kurt Weill su testo di Bertolt Brecht, progetto LTL Opera Studio, che vede la coproduzione del Teatro Goldoni di Livorno con Il Teatro del Giglio di Lucca e il Teatro Verdi di Pisa.
Carlo de Incontrera
Direttore artistico




