Classe di Scienze Umane
Mercoledì, 22 Marzo 2017
Ore 12:00
Aula Contini
Bernhard Hurch (Universität Graz)

Il basco è l'unica lingua pre-indoeuropea che storicamente è sopravvissuta nel nostro continente ai vari tentativi di occupazione e/o sottomissione politico-linguistica, mantenendo inoltre una serie di tratti tipologici molto specifici. Dopo una brevissima introduzione ad alcune di queste caratteristiche, le due conferenze si dedicheranno ad aspetti solo apparentemente marginali, che riflettono in realtà strategie grammaticali poco comuni in Europa, e che non godono di un trattamento soddisfacente nelle grammatiche del basco.
A) La reduplicazione nel basco (mercoledì 22 di marzo, ore 12-13,30)
La carta geografico-linguistica della reduplicazione nelle lingue del mondo mostra un'area vuota per le lingue d’Europa. Sappiamo che forse tutte le lingue del mondo, almeno marginalmente, hanno forme reduplicative (da non confondersi con costruzioni iterative o ripetitive), ma in basco troviamo una specifica forma che si può interpretare come ‘intensificazione’. È interessante notare che queste formazioni si producono con vari tipi di parola e seguono i principi della ‘flessione di gruppo’ tipica della lingua.
B) Gli aggettivi del basco (venerdì 24 d marzo, ore 15,15-17)
Gli aggettivi sono probabilmente l'argomento che ha causato le discussioni più accanite rispetto al tema delle classi di parola. Tale diatriba ha un che di massimalista, nel senso che spesso si argomenta dicotomicamente o in favore o contro l'esistenza di questa classe. In molte lingue, tuttavia, la questione si pone in modo graduale, come nel caso del basco: c'è un gruppo relativamente piccolo di parole che sono aggettivi dal punto di vista semantico e sintattico (secondo la loro funzione nella frase nominale), cui tuttavia manca una flessione autonoma. Inoltre troviamo una serie di procedimenti morfologici e sintattici che derivano ‘concetti di proprietà’ da altre entità: nominali/sostantivi, frasi secondarie (grammaticalizzate/lessicalizzate) ecc.