You are here

La Normale va a scuola

Un aiuto a tutte le scuole secondarie italiane

Secondo le più recenti stime a cura dell’UNESCO, l’emergenza globale dovuta alla diffusione del coronavirus ha costretto più di un miliardo e mezzo di persone in età scolare lontano dai banchi di scuola: si tratta dell’89,5% dell’intera popolazione scolare del mondo.

L’Italia è stato uno dei primi paesi a sospendere le lezioni, e a chiedere alle sue scuole di ogni ordine e grado di passare per intero alla didattica virtuale. La transizione, di portata unica, ha generato non poche difficoltà, e oggi l’impegno di scuole e insegnanti è un esempio di senso civico e responsabilità sociale che invita la Normale a fare la sua parte, secondo la missione originaria per cui è stata istituita. Quando fu fondata da Napoleone nel 1810, la Scuola aveva lo scopo esplicito di 'dare le norme' a una rinnovata classe di insegnanti da inviare nelle scuole toscane e italiane. Negli anni questa missione è in parte mutata, ma il rapporto di mutua collaborazione con le scuole rimane saldo.

Per questo, la Normale ha deciso di proporre alle scuole secondarie di secondo grado un percorso didattico che potrebbe rivelarsi una nuova opportunità di crescita comune.

Si tratta dell’iniziativa nazionale La Normale va a scuoladocenti, ricercatori e ricercatrici della Normale si rendono disponibili per tenere lezioni a distanza alle classi interessate, su argomenti e approfondimenti del programma scolastico.