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IL POTERE È DI TUTTI. ALDO CAPITINI DALL'ANTIFASCISMO ALL'OMNICRAZIA

Ciclo di seminari a cinquant’anni dalla scomparsa

  • Pietro Polito - Direttore del Centro Studi Gobetti, Torino

 

ABSTRACT

Si può illustrare idea del potere di tutti – omnicrazia –  in un continuo intreccio con la vita e l’opera di Aldo Capitini (Perugia, 23 dicembre 1899 - 19 ottobre 1968): dall’esperienza nell’antifascismo e nel liberalsocialismo agli anni della ricostruzione quando partecipa alla vita politica con la proposta dei Centri di orientamento sociale, COS, fondati a Perugia nel luglio 1944; dal confronto serrato con la Chiesa cattolica alla prefigurazione di una religiosità laica; dall’introduzione della nonviolenza nella cultura italiana al potere di tutti negli anni Sessanta. Capitini non si accontenta della "tramutazione" della politica attraverso l'etica, egli pensa che sia necessario fare un passo ulteriore e collegare la politica direttamente alla religione.  Il nucleo del suo discorso è il confronto tra democrazia e omnicrazia: il potere di tutti va oltre la democrazia attraverso quattro fondamentali aggiunte: il  controllo dal basso, il «valore del metodo nonviolento», il «centro», la religione aperta.

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