L’aggiunta e la non violenza in Aldo Capitini.

Una interpretazione del suo pensiero

Lunedì, 10 Dicembre 2018
ore 17.00
Evento speciale
Sala Azzurra, Palazzo della Carovana, Scuola Normale Superiore, Piazza dei Cavalieri, 7 - Pisa

Ciclo di seminari a cinquant’anni dalla scomparsa

Abstract
Prima della guerra Capitini ha sviluppato una forte opposizione al Fascismo, la quale è caratterizzabile con la “aggiunta”, un concetto soggettivo su cui egli ha pure basato la sua “riforma [universale] di religione”. Durante e dopo la guerra egli ha proposto una serie di attività oggettive e strutturali che esprimevano la “non violenza” per la prima volta in Italia. Tra i vari concetti fondamentali che egli ha inventato, Capitini questi due sono stati da lui caratterizzati con precisione. Ad essi, dopo la sua morte, gli eventi e gli studi successivi hanno dato ancor più significati. Sulla loro base si delineerà il ruolo storico di Capitini come il primo filosofo della non violenza, oltre che il padre storico della non violenza in Italia. 

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In una prima parte verrà esaminato il concetto chiave della vita di relazione di Capitini: la aggiunta. Essa rappresenta la capacità di trascendere una situazione, anche negativa e/o conflittuale, per avvicinare il tu-infinito, il tu-tutti, la omnicrazia, la compresenza dei vivi e dei morti. Tutti  questi sono concetti basilari per la sua ‘riforma di religione’ di tipo universale. Verrà indicato il ruolo cruciale dell’aggiunta per la filosofia di Kant, per la storia della scienza e per la teoria della risoluzione dei conflitti, teoria che solo lui, tra tutti i filosofi della relazione (Buber, Levinas, ecc.), ha anticipato. 

In una seconda parte verrà presentata quella non violenza che ha indotto Capitini alla prima azione non violenta in Europa: il rifiuto della tessera del Partito fascista e poi a dedicare tutta la vita ad introdurla con azioni oggettive e strutturali. Inoltre verranno presentate le altre sue parole dello stesso tipo (‘non menzogna’, ‘non uccisione’, ‘non chiuso’, ‘nessuno escluso’, ecc.) che introducono ad un nuovo pensiero logico; alla luce del quale verrà rivista criticamente la sua proposta, famosa nel mondo, di scrivere ‘nonviolenza’ legando le due parole assieme.

Nella terza parte si abbozzerà una interpretazione del suo pensiero. I suoi quattro libri fondamentali, scritti nell’anteguerra (“Tetralogia”), e la successiva elaborazione razionale lo qualificano come il primo filosofo della non violenza nel mondo. Il suo crescere ad un tipo di pensiero ancor più oggettivo e strutturale fu frustrato da alcuni fattori: il non  avere avuto una comunità di idee e di vita con altre persone (come invece aveva avuto nella Normale prima della guerra); il non aver saputo che quella grande disobbedienza civile collettiva che lui aveva concepito per abbattere il Fascismo si era effettivamente realizzata, quando i 680.000 Internati Militari Italiani in Germania si rifiutarono collettivamente di tornare in Italia per partecipare alla Repubblica di Salò; e infine, dall’essere morto proprio quando stava organizzando, attraverso il suo periodico apposito, Il potere di Tutti, un gruppo nazionale di non violenti all’interno del Movimento studentesco.

 

Drago Antonino (1938) docente all’Università di Napoli “Federico II” principalmente di Storia della Fisica (1964-2004), poi all’Università di Pisa (2001-2013) e all’Università di Firenze (2004-2010) di temi della non violenza; primo Presidente del Comitato ministeriale sulla Difesa civile non armata e nonviolenta (2004-2005), ha pubblicato diversi libri su: alcune autorevoli figure di non violenti, la storia e le tecniche dalla non violenza, la difesa popolare non violenta, le rivoluzioni non violente nell’ultimo secolo.

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