VIKTORIA MULLOVA, KATIA LABÈQUE

Prokof’ev, Schumann, Takemitsu, Pärt, Ravel

VIKTORIA MULLOVA, KATIA LABÈQUE
Martedì, 18 Ottobre 2016
21.00
Concerto
Teatro Verdi, Pisa

VIKTORIA MULLOVA | violino
KATIA LABÈQUE | pianoforte

 

SERGEJ SERGEEVIČ PROKOF’EV (Sonzovka, Ekaterinoslav, 1891 – Mosca,  1953)
Sonata in re maggiore per violino solo, op.  115

ROBERT SCHUMANN (Zwickau, 1810 – Endenick,  1856)
Sonata per violino e pianoforte n. 1 in la minore, op.   105

* * *

TŌRU TAKEMITSU (Tokyo, 1930 – 1996)
Distance de Fée, per violino e pianoforte

ARVO PÄRT (Paide, 1935)
Fratres, per violino e pianoforte

MAURICE RAVEL (Ciboure, 1875 – Parigi,  1937)
Sonata per violino e pianoforte n. 2 in sol maggiore

Il concerto sarà preceduto da una lezione introduttiva alla Stagione ad ingresso libero, dal titolo La musica: un’avventura nel tempo tenuta da Jeffrey Swann in programma lunedì 17 ottobre alle ore 21 presso l’Aula Bianchi della Scuola Normale  Superiore.

Viktoria Mullova ha studiato alla Scuola Centrale di Musica e poi al Conservatorio di Mosca e ha imposto il suo straordinario talento all’attenzione internazionale vincendo nel 1980 il primo premio al Concorso Sibelius di Helsinki e nel 1982 la Medaglia d’oro al Concorso Tchaikovsky. Nel 1983, con una  fuga rocambolesca, abbandona l’Unione Sovietica e da allora suona in tutto il mondo nelle più prestigiose orchestre, con i più celebri direttori ed è ospite di rinomati festival internazionali. Famosa per la sua versatilità musicale, ha esplorato con sempre rinnovata curiosità tutto il repertorio per violino, dal Barocco alla musica contemporanea, dalla world fusion alla musica sperimentale.
L’avventura di Viktoria Mullova nella musica contemporanea inizia nel 2000 con l’album Through the Looking Glass nel quale compaiono brani di world, jazz e pop music arrangiati per lei da Matthew Barley. L’esplorazione è proseguita con il progetto The Peasant Girl con l’ensemble di Matthew Barley, costruito intorno a musiche di diversa provenienza, con radici nel classico, nel gypsy e nel jazz. Il più recente Stradivarius in Rio, invece, è ispirato alla sonorità brasiliana e in particolare ai compositori Antônio Carlos Jobim, Caetano Veloso e Cláudio  Nucci.
Ha tenuto concerti nelle più prestigiose sale europee, dalla Southbank di Londra alla Konzerthaus di Vienna, dall’Auditorium del Louvre di Parigi al Musikfest di Brema. Suona lo Stradivari Julius Falk del 1723 e un Guadagnini.

Katia Labèque, musicista molto apprezzata per il virtuosismo e la grande comunicativa dei suoi concerti e per la sua formazione, ha integrato gli studi tradizionali con le lezioni della mamma Ada Cecchi, allieva di Marguerite Long. Spirito anticonformista, Katia presenta un repertorio eclettico che spazia  da Bach all’avanguardia contemporanea. In duo con la sorella Marielle, ha costruito una importante carriera internazionale. Insieme sono state invitate dalle più prestigiose orchestre, tra cui i Berliner Philharmoniker, le Orchestre Sinfoniche di Boston, Chicago e Cleveland, la Leipzig Gewandhaus Orchestra, la London Symphony Orchestra, la Los Angeles Philharmonic Orchestra, l’Orchestra Filarmonica della Scala, la Philadelphia Orchestra, i Wiener Philharmoniker. Hanno partecipato, tra gli altri, ai Festival di Berlino, di Blossom, di Lucerna, di Ravinia, al Tanglewood Music Festival, al Festival di Pasqua a Salisburgo e sono state ospiti alla Hollywood Bowl e ai Proms di Londra. Katia e Marielle hanno fondato la KML Recordings e istituito la Fondazione KML (www.fondazionekml.com) il cui scopo è la ricerca e lo sviluppo del repertorio per duo pianistico.
Oltre al duo con la sorella Marielle, nel 2001 Katia Labèque ha formato un nuovo duo con la violinista Viktoria Mullova, incontrando un grande successo di pubblico e di critica: insieme hanno suonato alla Carnegie Hall di New York, al Musikverein di Vienna, alla Musikhalle di Amburgo, alla Philharmonie di Monaco di Baviera e ancora a Lucerna, Parigi, Belgrado, Atene, Roma, Firenze, Londra.
 

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