Letteratura latina - Cultura flavia e invenzione del paesaggio. Le Silvae di Stazio

Periodo di svolgimento
Ore del corso
40
Ore dei docenti responsabili
40
Ore di didattica integrativa
0
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Modalità esame

Relazione di seminario

Docente

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Prerequisiti

Il corso è consigliato agli allievi del corso di perfezionamento. Si presuppone una buona conoscenza della lingua latina.

Programma

Insieme agli epigrammi di Marziale le Silvae di Stazio, una raccolta di 32 componimenti in cinque libri, sono il principale documento della poesia d’occasione di età flavia, che descrive e celebra cerimonie e riti mondani dell’élite sociale domizianea. Lungamente trascurata come espressione di deteriore poesia cortigiana, l’opera ha attratto negli ultimi decenni l’attenzione degli studiosi non solo per la sua sofisticata qualità letteraria, ma soprattutto come testimonianza preziosa dei nuovi consumi culturali e della vita sociale in cui essi prendono forma. Particolare attenzione sarà prestata, anche attraverso il confronto con alcuni testi di Plinio il Giovane, al fenomeno della vita in villa (Stazio è l'inventore della 'villa poetry', un genere destinato a grande fortuna nella letteratura europea) e alla scoperta dei piaceri del paesaggio. Emerge una nuova sensibilità verso la natura, e una concettualizzazione dello spazio mediante un filtro estetico che lo inserisce nel suo contesto storico e culturale.

Obiettivi formativi

Il corso mira a consolidare la conoscenza dei testi poetici d'età flavia e ad approfondirne l'analisi soprattutto in rapporto alla loro contestualizzazione nel costume e nei gusti della coeva élite socio-culturale.

Riferimenti bibliografici

Un buon punto di partenza per una visione d'insieme aggiornata su Stazio è W.J. Dominik – C.E. Newlands – K. Gervais (edd.), Brill’s Companion to Statius, Leiden-Boston 2015. Le edizioni critiche di riferimento delle Silvae saranno quella di E. Courtney (Oxford 1990) e di D.R. Shackleton Bailey (Cambridge, Mass. 2003). Utile ancora l'unico commento completo di F. Vollmer, P.P. Statius. Silvarum libri, Leipzig 1898. Tra i commenti ai singoli libri, importanti soprattutto H.J. van Dam, P. Papinius Statius. Silvae Book II. A Commentary, Leiden 1984; C.E. Newlands, Statius. Silvae. Book II, Cambridge 2011; K.M. Coleman, Statius. Silvae IV, Oxford 1988; B.J. Gibson, Statius. Silvae 5, Oxford 2006. Traduzioni italiane di A. Traglia (Torino 1980) e di L. Canali (Milano 2006). Tra i saggi, cfr. H. Cancik, Untersuchungen zur lyrischen Kunst des P. Papinius Statius, Hildesheim 1965; A. Hardie, Statius and the ‘Silvae’. Poets, Patrons and Epideixis in the Graeco-Roman World, Liverpool 1983; C.E. Newlands, Statius’ Silvae and the Poetics of Empire, Cambridge 2002; N.K. Zeiner, Nothing ordinary here: Statius as creator of distinction in the Silvae, New York and London 2005;C.E. Newlands, Statius, Poet between Rome and Naples, London 2012. Molti, e spesso ottimi, i contributi in articoli degli ultimi anni, che saranno via via indicati a lezione.