Storia della lingua italiana - Come (e perché) scrivono gli artisti: il caso delle lettere di Tiziano”

Periodo di svolgimento
Ore del corso
40
Ore dei docenti responsabili
40
Ore di didattica integrativa
0
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Modalità esame

Relazione di seminario

Docente

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Prerequisiti

Non sono rischiesti prerequisiti; il corso è aperto a tutti.

Programma

Alla luce di una serie di casi concreti – distribuiti lungo l’intero arco della vita dell’artista – il corso si propone di riesaminare alcune questioni storiche, filologiche e linguistiche sollevate delle lettere superstiti di Tiziano Vecellio. Anzitutto: perché Tiziano scrive? a chi si rivolge di preferenza? quali sono i tratti salienti della sua lingua? E poi: perché nel corpus che conosciamo l’atto di scrivere lettere è per lo più delegato a terzi? Da questa circostanza esterna deriva la spiccata disomogeneità del cosiddetto epistolario tizianesco: disomogeneità di toni, di lessico, di tipi testuali. Ma in quest’ottica assumono un rilievo decisivo anche le poche lettere certamente autografe: le uniche cioè da cui si possano ricavare dati sicuri in merito alla cultura grafica, linguistica e testuale di Tiziano, e sulle quali ci si soffermerà perciò con particolare attenzione offrendone una lettura e uno spoglio pressoché integrali, non prima di aver accuratamente verificato i singoli pezzi sulle riproduzioni degli originali.

Obiettivi formativi

Basandosi sull’analisi diretta di varie lettere cinquecentesche (debitamente contestualizzate), il corso si propone addestrare gli studenti all’esame linguistico ravvicinato dei testi antichi e alla loro storicizzazione.

Riferimenti bibliografici

Vittore Branca, Due solitudini in un carteggio. Tiziano e Filippo II, in Medioevo e Rinascimento veneto. Con altri studi in onore di Lino Lazzarini, Padova, Antenore, vol. II, pp. 203-209; Gianfranco Folena, La scrittura di Tiziano e la terminologia pittorica rinascimentale (1983), ora in Id., Il linguaggio del caos. Studi sul plurilinguismo rinascimentale, Torino, Bollati Boringhieri, 1991, pp. 255-279; Carlo Ginzburg, Tiziano, Ovidio e i codici della figurazione erotica nel Cinquecento (1978), ora in Id., Miti emblemi spie. Morfologia e storia, Torino, Einaudi, 1986, pp. 133-157; Giorgio Padoan, ‘Ut pictura poesis’: le «pitture» di Ariosto, le «poesie» di Tiziano, in Id., Momenti del Rinascimento veneto, Padova, Antenore, pp. 347-370; Erica Tietze-Conrat, Titian as a Letter Writer, in «The Art Bulletin», 26/2, giugno 1944, pp. 117-123; Tiziano, Le lettere, dalla silloge di documenti tizianeschi di Celso Fabbro, presentazione di Giuseppe Vecellio, introduzione di Ugo Fasolo, prefazione di Clemente Gandini, Belluno, Magnifica Comunità di Cadore Editrice (Tipografia Piave), 1977; Tiziano, L’epistolario, a cura di Lionello Puppi, Postfazione di Charles Hope, Firenze, Alinari 24 ORE, 2012.