Inscenare l'orrore. Violenza e morte nell’arte italiana del Seicento (I)

Anno accademico 2022/2023
Docente Lucia Simonato

Didattica integrativa

Esercitazioni

Modalità d'esame

Relazione di seminario

Prerequisiti

Non è richiesto alcun prerequisito.

Programma del corso

Proseguono anche quest’anno, come già avvenuto nell’ultimo biennio, i corsi incentrati sul problema critico del ‘ragionare per generi’ (pittorici e scultorei), affrontato a partire da un’analisi delle opere nel loro rapporto tra forma e contenuto, messo a fuoco alla luce del contesto storico, sociale, collezionistico e letterario della loro creazione e ricezione. In particolare quest’anno le lezioni saranno dedicate alla raffigurazione dell’orrido e del macabro nelle arti figurative del Seicento italiano. La finalità è di esplorare, con un approccio interdisciplinare, i confini della comunicazione visiva in età barocca, i meccanismi della trasmissione delle immagini e l’orizzonte culturale della loro circolazione. 

Nel primo corso (febbraio-marzo 2023) si prenderanno in considerazione episodi figurativi attinenti alla ‘violenza’, come un’occasione per affrontare criticamente il problema stilistico in pittura del realismo caravaggesco e post-caravaggesco, spesso associato alla raffigurazione di martirii e uccisioni. Con aperture su questioni sociali quali la violenza di genere e la violenza politica, le lezioni saranno incentrate principalmente sulla produzione di pittori come Artemisia Gentileschi e Giuseppe Ribera, sulla destinazione (anche collezionistica) e ricezione di alcune loro opere, così come sull’iconografia della Strage degli innocenti, sia a partire dalle diverse declinazioni che diedero a questo soggetto i molti artisti che lo tradussero in immagini (ad esempio Rubens, Reni, Poussin), sia alla luce del vivace dibattito contemporaneo (letterario e figurativo) che ne accompagnò la fortuna seicentesca. Un breve affondo sarà anche rivolto alla scultura lignea (in particolare genovese e napoletana), al suo iperrealismo e al suo impiego in diversi contesti rituali, così come alla produzione del ceroplasta Zumbo, con un approfondimento sulla fruizione che alle sue opere venne riservata nelle diverse corti dove lavorò.

Per quanto il corso sia pensato come un’unità a sé stante, è altamente consigliata la frequenza anche dell’altro su tematiche affini tenuto dalla docente quest’anno. Se sarà possibile, completeranno le lezioni alcuni inviti a studiosi esperti di arte barocca e alcuni appuntamenti di didattica fuori sede (fuori calendario). Durante il corso (sia nella didattica frontale, che nell’attività seminariale) saranno proiettate immagini di opere e di contesti che potrebbero urtare o offendere la sensibilità.

Riferimenti bibliografici

Specifici consigli bibliografici saranno forniti nel corso delle lezioni. Come inquadramento sulle arti e sull’architettura in Italia in età barocca si raccomanda lo studio di Rudolf Wittkower, Art and Architecture in Italy, 1600-1750 (disponibile anche in edizione italiana)