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Storia

La fondazione - Il periodo Napoleonico

Il decreto napoleonico del 18 ottobre 1810, relativo agli “stabilimenti di istruzione pubblica” in Toscana - provincia dell’impero francese a partire dal 1807 - stabilisce l’istituzione a Pisa di un “Pensionato accademico” per gli studenti universitari. Venticinque posti del pensionato vengono messi a concorso per studenti delle facoltà di Lettere e Scienze, per creare una succursale dell’École Normale Supérieure di Parigi.

La Scuola Normale toscana - Il periodo granducale

La chiusura della Scuola dopo la fase napoleonica è in realtà piuttosto breve. Il decreto granducale del 22 dicembre 1817 ristabilisce a Pisa l’antico Ordine dei Cavalieri di Santo Stefano: nel 1843 il Consiglio dell’Ordine propone di istituire, nel Palazzo della Carovana, un “convitto per giovani nobili” con annessa Scuola Normale. D’altronde, anche in epoca precedente i Cavalieri novizi erano spesso studenti dell’Università di Pisa e perciò il Palazzo era già, di fatto, un “collegio nobile”.

La Scuola Normale del Regno d'Italia - Il periodo post-unitario

Con il nuovo Stato unitario l’impianto legislativo e amministrativo del Regno Sabaudo viene esteso a tutta l’Italia. La scuola italiana viene quindi regolata per oltre sessanta anni dalla legge Casati del 1859, emanata in origine per la realtà piemontese e lombarda: secondo un modello centralizzato, essa lasciava ai privati facoltà di provvedere all’istruzione, ma stabiliva il “diritto dello Stato all’insegnamento universitario” e a “vigilare” su tutti i gradi della scuola.

La riforma gentiliana - Il periodo fascista

Il nuovo regolamento del 1927 toglie alla Scuola la sua funzione abilitante, mantenendo quella di “preparare all’insegnamento nelle scuole medie e agli esami che vi abilitano” e di promuovere studi di perfezionamento, a cui possono accedere tutti i laureati sul piano nazionale.

La riforma gentiliana

Decadenza e ripresa - Il periodo bellico e del dopoguerra

La Scuola Normale continua la sua attività nonostante la Seconda Guerra mondiale (1940-45), pur con alcune limitazioni regolamentari e molte difficoltà pratiche. Partecipa nel 1940 all’Esposizione Universale di Roma per la mostra degli studi e l’alta cultura, ma il dissenso al regime diviene sempre più manifesto fra allievi e professori.

Dopo guerra

Dal dopoguerra ad oggi

La Normale è oggi una scuola di élite a base ugualitaria, che premia il talento, il merito e le potenzialità dei propri allievi a prescindere dalla loro provenienza sociale e dal loro curriculum di studi precedente. Il suo scopo è formare studiosi, professionisti e cittadini dalla formazione culturale ampia e dal forte spirito critico.