Decadenza e ripresa - Il periodo bellico e del dopoguerra

La Scuola Normale continua la sua attività nonostante la Seconda Guerra mondiale (1940-45), pur con alcune limitazioni regolamentari e molte difficoltà pratiche. Partecipa nel 1940 all’Esposizione Universale di Roma per la mostra degli studi e l’alta cultura, ma il dissenso al regime diviene sempre più manifesto fra allievi e professori.

Con la deposizione di Mussolini da parte del Gran Consiglio il 25 luglio 1943, la Normale rimane sotto la dominazione tedesca, perché geograficamente appartiene al territorio della Repubblica di Salò.
Dopo il tragico bombardamento aereo di Pisa del 31 agosto 1943 il nuovo Direttore Luigi Russo, minacciato d’arresto per motivi politici, si nasconde a Firenze ed è sostituito dal matematico Leonida Tonelli, che difende la biblioteca e le suppellettili del Palazzo dei Cavalieri, trasformato in caserma tedesca, e trasferisce nella vicina Certosa di Calci le collezioni più importanti.

Il 2 settembre la città viene liberata ma il Palazzo della Carovana è requisito dall'esercito anglo-americano: allievi e professori sono relegati nel Collegio Puteano. Luigi Russo, riconfermato Direttore, continua l’opera di salvaguardia del materiale della scuola e della biblioteca, mentre nella sede provvisoria riprendono le attività.
Il 25 settembre 1945 il Palazzo viene liberato e, oltre al restauro dell’edificio, si decide di mettere a concorso settanta posti per studenti reduci o partigiani. Una lunga opera di sensibilizzazione permette di reperire risorse finanziarie, anche indipendenti dai contributi statali, e di creare un patrimonio attraverso donazioni ed acquisti, secondo una politica che proseguirà negli anni successivi.
La Normale del dopoguerra rimane sostanzialmente quella gentiliana. Va segnalata l’istituzione nel 1959 della “Sezione Femminile”, con sede nel Palazzo del Timpano, per permettere anche alle donne di vivere all'interno della Scuola.