La Scuola Normale del Regno d'Italia - Il periodo post-unitario

Con il nuovo Stato unitario l’impianto legislativo e amministrativo del Regno Sabaudo viene esteso a tutta l’Italia. La scuola italiana viene quindi regolata per oltre sessanta anni dalla legge Casati del 1859, emanata in origine per la realtà piemontese e lombarda: secondo un modello centralizzato, essa lasciava ai privati facoltà di provvedere all’istruzione, ma stabiliva il “diritto dello Stato all’insegnamento universitario” e a “vigilare” su tutti i gradi della scuola.

In Toscana il governo provvisorio (1859-60) tenta di tutelare le tradizioni locali più illustri, come la Normale. Dopo un lungo dibattito, in Senato e sulla stampa, sull’opportunità di mantenere questa istituzione unica e anomala, nel 1862 viene ufficialmente nominata "Scuola Normale del Regno d’Italia".

Vari progetti di legge vengono sottoposti alla Camera per istituire, allargando ad altre università, il modello pisano o per riordinare e ampliare la Scuola Normale di Pisa. Ma il nuovo stato unitario, impegnato in provvedimenti finanziari e opere pubbliche ritenuti più urgenti, si limita ad approvare, col decreto del 17 agosto 1862, alcune modifiche al regolamento della Scuola, perché continui a funzionare come Scuola Normale italiana.

La "nuova" Normale è introdotta nell’ordinamento giuridico nazionale dal Regolamento Matteucci del 1862 che elimina qualsiasi esercizio religioso e confessionale, in linea con l’orientamento laico della politica italiana. Gli anni di studio vengono portati a quattro per decreto ministeriale nel 1863 e viene fissata una nuova struttura organizzativa.
A livello didattico il Consiglio direttivo viene diviso nelle due “sezioni”, Lettere e Filosofia e Fisico-matematica, formate dagli insegnanti addetti, che anticipano le attuali Classi, sotto il controllo del “Direttore degli Studi”.
A livello politico si definisce il ruolo del “Presidente” del Consiglio direttivo, organo responsabile del governo morale, scolastico ed economico della Scuola.
A livello organizzativo, infine, assume rilievo la figura del Provveditore-Economo che gestisce i servizi, le risorse umane e finanziarie, ed ha competenze disciplinari nei confronti degli allievi.

Al regolamento Matteucci segue quello emanato dal ministro Coppino nel 1877, che stabilisce l’apertura del convitto anche alla sezione di Scienze e semplifica la complessa struttura del precedente “Regolamento degli studi e degli esami”.