CAMBIANO GIUSEPPE
Prof. GIUSEPPE CAMBIANO
Professore Emerito
Tel. +39 050 509074
fax +39 050 563513
Ufficio: Palazzo della Carovana , quarto piano, stanza 107
SEDE DI LAVORO

Palazzo della Carovana

Classe di lettere e filosofia
Piazza dei Cavalieri, 7
56126, PISA

Nato a Torino il 18-5, 1941 e laureato in Filosofia il 6 luglio 1965 sotto la guida di Nicola Abbagnano nella Facoltà di Lettere e Filosofia dell’ Università di Torino, sono stato assistente nella stessa Facoltà presso la cattedra di Filosofia della storia  - tenuta inizialmente da Pietro Chiodi - dal 1 aprile 1968 al 31 ottobre 1975. Dal  12 gennaio 1972 al 31 ottobre 1977 ho tenuto l’ incarico dell’ insegnamento di Storia della filosofia. Risultato vincitore nel concorso di Storia della filosofia antica, sono stato professore straordinario di Storia della filosofia antica nella Facoltà di Lettere e filosofia dell’ Università di Torino dal 1 novembre 1975 al 31 ottobre 1977 e, dal 1 novembre 1977,   professore straordinario e poi ordinario di Storia della filosofia nella medesima Facoltà, sino al 31 ottobre 2002. Dal 1 novembre 2002 sono stato professore ordinario di Storia della filosofia antica nell’ Università di Torino e successivamente dal 1 novembre 2003 all’ ottobre 2011 nella Scuola Normale Superiore di Pisa.
Sono stato direttore dell’ Istituto di Filosofia e poi del Dipartimento di Filosofia della Facoltà di Lettere e filosofia dell’ Università di Torino dal 12 marzo 1979 al 31 ottobre 1985; dal 1 ottobre 2000 al 31 ottobre 2003 presidente del Corso di laurea specialistica in Filosofia e storia delle idee e dal 1 ottobre 2002 al 31 ottobre 2003 Vice Preside della Facoltà di Lettere e filosofia dell’ Università di Torino. Dal 1998 al 2000 ho coperto la carica di Presidente della Consulta Nazionale Universitaria di Filosofia e per sei anni sono stato membro del Comitato scientifico della  “International Plato Society”.  Dal 1990 sono socio corrispondente dell’ Accademia delle Scienze di Torino e dal 1997 socio corrispondente dell’ Accademia Nazionale dei Lincei.

Pubblicazione più recente: Come nave in Tempesta. Il governo della città in Platone e Aristotele, Laterza, Roma-Bari 2016

Attività Scientifica

La mia attività scientifica si è articolata secondo quattro linee principali di ricerca:

1) La storia della filosofia antica, con particolare riguardo a Platone ed Aristotele, alle connessioni con la riflessione scientifica e politica e alle forme della letteratura filosofica. Le ricerche hanno preso avvio dallo studio della filosofia di Platone a partire dal concetto di techne, interpretato come significativo punto di osservazione per cogliere i rapporti tra la riflessione politica di Platone e le tematiche più strettamente filosofiche della dialettica e delle idee. In questa direzione ho pubblicato il volume Platone e le tecniche (1971), in cui il pensiero di Platone è inserito nel suo contesto storico e culturale. Su questo tema sono tornato in un articolo sulla “Revue philosophique” del 1991, che analizza le principali discussioni degli ultimi venti anni sulla questione. Di Platone ho anche tradotto numerosi dialoghi in due volumi (1970-1981).

Successivamente ho condotto indagini sulla concezione antica della filosofia come forma di vita dalle origini sino all’ affermazione del Cristianesimo, pubblicando il volume La filosofia in Grecia e a Roma (1983). Su questa linea si collocano anche i saggi Diventare uomo nel volume collettivo L’ uomo greco (1991), coordinato da J.-P. Vernant; Le filosofie tra l’ Impero e il cielo  (1992) nella Storia di Roma  Einaudi e il saggio Il filosofo nel volume Noi e i Greci (1996), diretto da S. Settis, nel quale sono poste a confronto le concezioni antiche e moderne della figura del filosofo. Connessa a questa impostazione è anche l’ esplorazione delle forme peculiari della letteratura filosofica e scientifica antica, condotta in vari saggi: sulla scrittura della geometria sino alla forma canonica della dimostrazione euclidea, nel volume Les savoirs de l’ écriture  (1988) a cura di M. Detienne; su Sapere e testualità nel mondo antico  (1988), sui testi filosofici nella cultura romana (1989) e sulla nascita dei trattati e dei manuali tra V e IV secolo, in Lo spazio letterario delle Grecia antica  (1992), vasta opera collettiva che ho coordinato insieme a L. Canfora e D. Lanza. Ultimamente ho pubblicato una Storia della filosofia antica (2004) e I filosofi in Grecia e a Roma (2013).

In parallelo ho continuato a svolgere ricerche su vari aspetti del pensiero politico di Platone e Aristotele. In particolare ho investigato il problema dei filosofi costretti a governare nella Repubblica  platonica (1988), la discussione aristotelica delle tesi degli oppositori alla schiavitù, nel volume Classical Slavery  (1987) edito da Moses Finley, le riflessioni svolte da Platone e Aristotele sulla pace (1990), sul problema della partecipazione e rotazione del potere (1998), sul piccolo stato (1999), su catastrofi naturali e storia umana (2002), la questione dei rapporti fra Sofisti e opinione pubblica nell’ Atene classica (1998) e il diritto naturale nella Retorica di Aristotele (2007). Negli ultimi anni ho esteso le ricerche anche alle filosofie di Seneca (1999 e 2001) e Cicerone (2002) e al problema della techne in Aristotele (2002) e pubblicato un saggio sul capitolo 1 del libro A della Metafisca di Aristotele negli atti del ‘Simposio aristotelico’ Aristotle’s Metaphysics Alpha (Oxford 2012).

2) Un secondo ambito di ricerca, strettamente connesso al primo, è costituito dalla storia delle scienze nell’ antichità, con particolare attenzione alla geometria, alla meccanica e alla medicina. Sulla medicina ho analizzato i rapporti tra il Fedro di Platone e la tradizione ippocratica (1966), tenuto relazioni in tre convegni ippocratici (Le médecin, la main et l’artisan, 1977; Une interprétation matérialiste des rêves, 1980; Pathologie e analogie politique, 1983) e pubblicato saggi su Galeno, Erasistrato e la teleologia di Aristotele (2000) e sulle funzioni del dialogo medico-paziente nella medicina antica (2006). Le indagini sulla geometria hanno preso avvio con l’articolo Il metodo ipotetico e le origini della sistemazione euclidea della geometria (1967), in cui si cerca di ricostruire il percorso che ha condotto alla costituzione della forma assiomatico-deduttiva codificata negli Elementi di Euclide. Sull’ interpretazione data dal neoplatonico Proclo del libro di Euclide mi sono soffermato in un saggio del 1985. Successivamente ho esteso le ricerche al pensiero di Archimede, analizzandone le concezioni della crescita della geometria (1985) e dei rapporti tra scoperta e dimostrazione (1992). Connesse a queste tematiche sono anche le indagini sulla meccanica antica, in particolare sulle connessioni possibili tra Archita e Archimede (1999) e sulla nozione di Automaton (1994). Sulla nascita delle discipline scientifiche, delle loro denominazioni e delle distinzioni e interrelazioni fra esse ho svolto una relazione in un convegno tenuto a Paris X-Nanterre (Unité du savoir et pluralité des savoirs en Grèce ancienne, 1997). Questi saggi sono stati raccolti in un volume dal titolo Figure, macchine, sogni. Studi sulla scienza antica (2006).  Ho inoltre scritto due capitoli della Storia della scienza (2001) dell’Enciclopedia italiana, di cui sono stato coordinatore, insieme a Geoffrey Lloyd, per la sezione riguardante la scienza greco-romana. Infine alle relazioni tra filosofia e discipline scientifiche in età ellenistica ho dedicato un capitolo pubblicato nella Cambridge History of Hellenistic Philosophy (1999).

3) Un terzo settore di ricerche, anch’ esso collegato ai precedenti, è la storia della storiografia filosofica (e scientifica) a partire dall’ antichità stessa. Su questi temi ho pubblicato i saggi La scuola megarica nelle interpretazioni moderne (1971) e Il problema dell’esistenza di una scuola Megarica (1977) e il volume Storiografia e dossografia nella filosofia antica (1986), che raccoglie gli atti di un convegno del 1984. Parallelamente ho svolto ricerche su alcuni importanti studiosi della filosofia e delle scienze dell’antichità tra ‘800 e ‘900, con relazioni su Usener (1983) e su Boeckh (1988) tenute in due convegni organizzati da Arnaldo Momigliano, e con saggi su Eric Dodds (1991), Alexander von Humboldt (1997), su Momigliano stesso (1989), Timpanaro (2001) e Nicola Abbagnano (2002). Strettamente collegato a ciò è lo studio degli usi della filosofia antica nelle filosofie del Novecento (Husserl, Heidegger, Gadamer, Popper, E. Bloch, Foucault), che costituisce l’oggetto del volume Il ritorno degli antichi (1988), tradotto anche in francese. Sulle questioni teoriche poste dall’ ermeneutica contemporanea sono ulteriormente ritornato in una serie di studi su La cosmetica dei classici (1989), Ermeneutica e filologia (1997), La filosofia e le sue storie (1999), Oralità e scrittura in Gadamer (2003) e infine nel volume Perché leggere i classici. Interpretazione e scrittura (2010).

4) Infine la storia della tradizione classica, con particolare riguardo alle immagini della polis nella cultura europea dal ‘400 all’ 800. L’ avvio delle ricerche in questa direzione fu dato dal saggio Montesquieu e le antiche repubbliche greche (1974). Esse proseguirono con una serie di contributi, quali Dalla polis senza schiavi agli schiavi senza polis (1982), in cui si tenta di cogliere i mutamenti prodotti dalla Rivoluzione francese nella considerazione dei rapporti tra polis e schiavitù; Comparazioni e modelli nelle immagini settecentesche dell’antichità (1987-9), L’ Atene dorica in K.O. Müller (1984), Stato greco e filosofia in Eduard Zeller (1989), Herder e le repubbliche greche (1989). Il risultato più vasto in questo settore di ricerche è dato dal volume Polis. Un modello per la cultura europea (2000, tradotto anche in francese). In esso è ricostruito il contributo che il riferimento alle immagini della polis e le riflessioni sull’ esperienza politica antica hanno fornito all’ elaborazione di concetti cardine del pensiero politico moderno, quali libertà, eguaglianza, partecipazione e distribuzione del potere, sviluppo e stagnazione economica, in alcuni momenti salienti della storia europea. L’ indagine spazia dall’ umanesimo a Firenze e Venezia, alla crisi italiana e al pensiero di Machiavelli e Guicciardini per passare poi all’ età del disincanto durante le guerre di religione in Francia nella seconda metà del Cinquecento, all’ esperienza della Rivoluzione inglese a metà Seicento, sino al pensiero politico di Montesquieu e alle indagini degli illuministi scozzesi dirette alla scoperta dei caratteri dell’economia antica. Ho continuato questa direzione di ricerca, pubblicando alcuni saggi su Shaftesbury e la politica degli antichi (2003), Cicerone in Inghilterra nella prima metà del Settecento (2006), LIlluminismo di Franco Venturi e le tradizioni classdiche (2006) e sul Federalist e la Grecia antica (2007). Da ultimo mi sono impegnato in una vasta ricerca sul problema di come sia stata costruita la tesi secondo cui la  filsofia greca è uno dei contrassegni della identità occidentale. Un primo risultato di questa ricerca è stato pubblicato nel volume curato da A. Lianeri, The Western Time of Ancient History (Cambridge 2011).