Letterature romanze medioevali e moderne – Poesia e cultura dei primi trovatori

Settore scientifico disciplinare: 

L-FIL-LET/09 - Filologia E Linguistica Romanza

Data inizio: 
Lunedì, 6 Novembre 2017
Data fine: 
Lunedì, 30 Aprile 2018
Ore totali: 
40
Ore totali docenti responsabili: 
40
MODALITA' DELL'ESAME
Prova orale e relazione di seminario
Programma

Il corso metterà a fuoco, sulla base di un’ampia documentazione testuale, l’arco breve (1100-1170 ca.) delle prime generazioni trobadoriche, durante il quale l’ideologia cortese si esprime nella creazione di un articolato orizzonte poetico.
Attraverso la lettura, la traduzione e il commento dei testi più rilevanti verranno mesi in luce i temi fondamentali della tradizione cortese, con speciale attenzione per alcune componenti poetologiche presto canonizzate: la fin’amors; l’“invenzione dell’interiorità”; la relazione di armonia tra forma e contenuto della canzone; la “metafora feudale” dell’omaggio a Midons. Si individueranno le peculiarità che connotano i più significativi fra i primi trovatori: la parodia oltranzista e il cosiddetto “bifrontismo” di Guglielmo IX d’Aquitania; l’amor de lonh di Jaufre Rudel; il rigorismo etico di Marcabru; la poetica del cor di Bernart de Ventadorn; l’estremismo e la creatività formale di Raimbaut d’Aurenga e di Arnaut Daniel.
Verrà anche sottolineata l’importanza della secolare continuità riconoscibile nella trasmissione della letteratura classica attraverso le scuole monastiche ed episcopali per la formazione della cultura e dell’ideologia dei primi trovatori. Un riesame geolinguistico delle tradizioni manoscritte di alcuni grandi classici antichi (soprattutto Orazio e gli elegiaci) e di quella dei poeti della cosiddetta Scuola della Loira (Marbodo di Rennes, Balderico di Bourgueil, Ildeberto di Lavardin) contribuirà a costituire un paradigma di compatibilità documentaria, storica, testuale che irrobustisce la prospettiva di una dialettica fra continuità e innovazione nel formarsi della prima lirica europea in volgare. Questa linea “continuistica”, avviata dall’inaugurale libro di E. R. Curtius nel 1948, e lo studio della presenza del pensiero filosofico-allegoristico cistercense e vittorino nella poesia dei primi trovatori, costituiranno i punti di partenza per un ripensamento della loro istanza di innovatività e di “modernità”.