Storia della filosofia islamica – Il rapporto maestro-discepolo e la nozione di “scuola” nell’età classica della filosofia arabo-islamica (IX-XII secc.): contesti culturali, esponenti, contenuti

Settore scientifico disciplinare: 

M-FIL/08 - Storia Della Filosofia Medievale

Data inizio: 
Venerdì, 20 Ottobre 2017
Data fine: 
Venerdì, 15 Giugno 2018
Ore totali: 
60
Ore totali docenti responsabili: 
40
Ore totali docenti di didattica integrativa: 
20
MODALITA' DELL'ESAME
Relazione di seminario
PREREQUISITI E ANNI DI CORSO PER CUI E' CONSIGLIATO

Il corso è indirizzato agli studenti del corso ordinario ma è aperto anche ai dottorandi. La frequenza di uno dei due livelli del seminario “Introduzione alla lingua araba” (v. Didattica Integrativa) o, per chi abbia sufficiente conoscenza della lingua araba, del seminario specialistico per dottorandi “La “scuola” di Avicenna e la genesi del Libro della Guarigione/Cura”, rientra tra gli obblighi didattici.
Gli studenti impossibilitati a seguire il seminario di lingua araba o il seminario specialistico per dottorandi potranno assolvere l’obbligo didattico corrispondente sostenendo una prova orale conclusiva, riguardante autori, testi o tematiche di storia della filosofia islamica pertinenti al corso (da concordare con il docente).
La conoscenza della lingua araba non è richiesta ed i testi discussi in classe saranno presentati in traduzione.

Programma

Il corso prende in esame quattro tipologie di scuole che si susseguono nei primi secoli del percorso storico della filosofia nel mondo arabo-islamico (secc. III-VI/IX-XII) attorno ai massimi rappresentanti della falsafa del periodo.
Nel caso di al-Kindī (m. 870ca.) si tratta di una scuola “ipotizzata” nella letteratura recente: un circolo di traduttori dal greco all’arabo di opere filosofiche è stato ricostruito a posteriori alla luce alle numerose caratteristiche che accomunano le traduzioni composte in questo periodo, ed è stato legato alla figura di al-Kindī – fondatore della filosofia arabo-islamica ed esponente di spicco della cultura della corte califfale – sulla base sia della testimonianza delle fonti storiche sia dell’utilizzo che al-Kindī stesso ha fatto di queste traduzioni nelle sue opere originali. Questa prima scuola è contraddistinta dal tentativo di naturalizzare il patrimonio filosofico di matrice greca (e quindi pagana) in ambiente musulmano: sia alcune rese specifiche delle traduzioni stesse, sia, più in generale, l’estensione in direzione neoplatonica del corpus autentico delle opere di Aristotele pare proprio proprio funzionale a rendere la teologia filosofica aristotelica maggiormente compatibile con il corredo dogmatico dell’Islam.
Con i cosiddetti “Aristotelici di Baghdad” nel secolo successivo, il cui rappresentante più significativo è al-Fārābī (m. 951), ci troviamo di fronte ad una scuola “tradizionale”, che si riallaccia geneticamente all’aristotelismo alessandrino della tarda-antichità e comprende varie generazioni di studiosi. L’agenda ideologica del movimento non consiste più nell’agevolare la trasposizione – ormai realizzata – della filosofia greca in un contesto culturale e religioso ad essa estraneo, bensì il recupero del pensiero autentico di Aristotele e il suo salvataggio da deformazioni neoplatonizzanti, grazie a nuove e più fedeli traduzioni dei testi aristotelici, la traduzione in arabo dei commenti greci ad Aristotele disponibili, e l’attività di commento delle opere stesse di Aristotele da parte dei membri della scuola.
Avicenna (Ibn Sīnā, m. 1037) guida una scuola “aperta”, il cui maestro è sostanzialmente autodidatta (il suo legame con al-Fārābī è “ideale” e non personale) e funge da primus inter pares all’interno di una cerchia di pensatori indipendenti che sottopongono a vaglio critico non solo – sulle orme di Avicenna – tutta la tradizione filosofica precedente, ma anche – talvolta contro Avicenna – il pensiero del maestro stesso. L’intento dei membri di questo vero e proprio workshop o atelier è difficilmente riassumbile sotto un’unica rubrica: mentre alcuni tendono a reiterare il pensiero di Avicenna nelle proprie opere, sancendone il valore e l’originalità e contribuendone alla diffusione, altri sembrano al contrario motivati dal tentativo di ricondurre la novità della filosofia avicenniana nell’alveo della tradizione filosofica precedente, sottolineandone la continuità, piuttosto che la rottura, con il pensiero dei predecessori.
Averroè (Ibn Rušd, m. 1198), infine, è ricollegabile ad una scuola “soppressa”, il cui percorso storico giunge bruscamente al termine ed i cui appartenenti non hanno il tempo di uscire dal semi-anonimato in cui la storia li ha relegati a causa della disgrazia politica in cui cade il fondatore – intellettuale di corte per vari decenni con alterne vicende – al termine della sua vita. I rari rimandi ellittici che Averroè fa ai suoi discepoli nelle sue opere e le scarse informazioni sui membri della sua scuola disponibili nelle fonti storiche, nonostante l’esiguità, se analizzati sistematicamnet e fatti interagire, permettono di vedere Averroè sotto una luce differente rispetto a quella del solitario commentatore di Aristotele che siamo soliti associargli e di sottrarre le figure scarsamente note dei suoi discepoli all’oscurità che ancora le avvolge.

Riferimenti bibliografici

Bibliografia Essenziale
G. Makdisi, The Rise of Colleges. Institutions of Learning in Islam and the West, Edinburgh University Press, Edinburgh 1981.
G. Endress, “The Circle of al-Kindī. Early Arabic Translations from the Greek ad the Rise of Islamic Philosophy, in The Ancient Tradition in Christian and Islamic Hellenism, ed. G. Endress, R. Kruk, Research School CNWS, Leiden, 1997, pp. 43-76.
P. Vallat, Farabi et l’école d’Alexandrie. Des prémisses de la connaissance à la philosophie politique, Vrin, Paris, 2004.
D. Gutas, Avicenna and the Aristotelian Tradition. Introduction to Reading Avicenna’s Philosophical Works, Brill, Leiden-New York-København-Köln 1988, p. 261; Second Revised and Enlarged Edition, Including an Inventory of Avicenna’s Authentic Works, Brill, Leiden-Boston 2014.
J. Puig, “Materials on Averroes’s Circle”, Journal of Near East Studies, 51, 1992, pp. 241-260.

DIDATTICA INTEGRATIVA

Introduzione alla lingua araba
Introduzione alla lingua araba: livello elementare (20 ore) --- Introduzione alla lingua araba: livello intermedio (dott. Francesco Omar Zamboni, 20 ore) Introduzione alla lingua araba (1). Il seminario si propone di offrire la conoscenza degli elementi fondamentali della lingua araba (alfabeto, scrittura, traslitterazione, morfologia e sintassi), e gli strumenti di accesso ai testi filosofici arabi (grammatiche, dizionari) con particolare attenzione al lessico proprio della filosofia. GIO 14.30-16.00 (Aula Campana) --- Introduzione alla lingua araba (2). Il seminario intende completare la conoscenza della morfologia e della sintassi e familiarizzare gli studenti con gli aspetti stilistici della lingua di comunicazione culturale (il cosiddetto “arabo classico”), con esercizi di traduzione di passi scelti del Corano e di altre opere significative della cultura arabo-islamica. GIO 12.00-13.30 (Aula Pasquali) Il seminario di Introduzione alla lingua araba (1) verrà attivato solo nel caso che venga frequentato da studenti che intendono sostenere il colloquio di passaggio d’anno nel 2017-2018 con il Prof. Bertolacci. In caso di non attivazione del seminario, l’obbligo didattico corrispondente verrà assolto sostenendo un colloquio su un manuale di storia della filosofia islamica (da concordare con il docente). I seminari hanno frequenza settimanale e comprendono prove scritte di verifica da svolgere durante l’anno. Le lezioni sono aperte, senza ottenimento di crediti didattici, anche a studenti del corso ordinario o del corso di dottorato che non frequentano il corso di Storia della Filosofia Islamica. Introduction to Arabic: elementary level (20 hrs) --- Introduction to Arabic: intermediate level (dr. Francesco Omar Zamboni, 20 hrs) Introduction to Arabic (1). The basic elements of the Arabic language (alphabet, writing, transliteration, morphology, syntax), and the access tools to texts (grammars, dictionaries), with particular attention to the philosophical lexicon. THU 14.30-16.00 (Aula Campana) --- Introduction to Arabic (2). A full-fledged training in morphology and syntax, and a first acquaintace with "Classical Arabic", with translation exercises of chosen parts of the Coran and of other significant texts of Arabo-Islamic culture. THU 12.00-13.30 (Aula Pasquali) All courses: weekly meetings, with mid-term and final exams. The lessons are open, without didactic credit, also to students of other disciplines.