Letteratura italiana - "Il Principe" di Niccolò Machiavelli (Ordinario)

Period of duration of course
‌‌
Course info
Number of course hours
40
Number of hours of lecturers of reference
40
CFU 6
‌‌

Modalità esame

Relazione di Seminario

Note modalità di esame

Presentazione orale sul commento a uno o due capitoli dei Discorsi sopra la prima deca di Tito Livio concordata con il docente con almeno un mese di anticipo rispetto alla data stabilita. In questo caso la durata indicativa dell’esposizione sarà di circa 20-30 minuti, seguiti da discussione collettiva. Il commento del capitolo sarà inviato al docente (per email) almeno una settimana prima del seminario, e reso disponibile a tutta la classe, sull’apposita pagina Teams, almeno due giorni prima del seminario, assieme alla principale bibliografia di riferimento e a tutti i materiali considerati rilevanti per la discussione (costruttiva). Ulteriori dettagli in merito alle presentazioni saranno forniti a lezione, ma sarà incentivata la presentazione collettiva di blocchi di capitoli strettamente collegati tra loro.

Il seminario ospiterà anche contributi di studiose e studiosi ospiti. È fortemente caldeggiata la partecipazione alle discussioni in classe, che sarà per questo tenuta in speciale conto nella valutazione finale. Nella seconda parte del corso si darà spazio ai seminari degli studenti

Programma

Il Principe è ancora oggi probabilmente il trattato politico più letto al mondo. Parte del suo successo internazionale presso il grande pubblico dipende senza dubbio dalla sua implicita promessa di condensare tutti gli arcani del potere in poche pagine e dall’aura di facilità che lo circonda – neanche si trattasse di un manuale di self help per futuri leader. Tale facilità è però soltanto un’illusione, e il corso si propone appunto di sfatare questo mito attraverso una lettura ravvicinata del breve scritto di Niccolò Machiavelli (una settantina di pagine). A questo fine si procederà in due direzioni distinte ma – idealmente – convergenti.


Per prima cosa, gli studenti impareranno a leggere il Principe con le categorie del primo Cinquecento. In questa prospettiva il testo di Machiavelli offrirà anzi l’occasione di affrontare alcuni temi cruciali per la comprensione della civiltà rinascimentale nel suo complesso (dunque potenzialmente rilevanti per chiunque sia interessato al periodo, al di là dell’esempio specifico preso in considerazione nel corso): l’evoluzione dei curricula di studi, il sistema dei generi letterari, il principio di imitazione, l’economia della letteratura e il mecenatismo, la circolazione materiale dei testi, l’aristotelismo della scienza e della medicina, la giurisprudenza come lingua del potere, il rinnovamento della teoria militare, il dibattito sul libero arbitrio, la trasformazione dell’immagine della Fortuna, la creazione fiorentina del debito pubblico, l’evoluzione della teologia politica, ecc. Debitamente riportate al loro contesto, le parole di Machiavelli assumono infatti significati spesso semplicemente inimmaginabili a chi non ha familiarità con i codici della cultura quattro-cinquecentesca. Anche per questo, nel caso del Principe l’indagine storica costituisce il presupposto obbligato di qualsiasi altra operazione interpretativa: compreso lo studio della lingua e della sintassi di Machiavelli e delle sofisticate tecniche di argomentazione da lui adottate. In questa prospettiva si dedicherà particolare attenzione ai sorprendenti debiti verso la tradizione logica tardoantica (verosimilmente mediata dai testi giuridici rinascimentali) e alle tracce che il latino della giurisprudenza e della filosofia medievale, con le loro formule tecniche, hanno lasciato nel volgare del Principe.


Tuttavia, leggere il Principe oggi significa confrontarsi anche con la straordinaria vitalità della riflessione di Machiavelli per la teoria politica contemporanea, sia in Europa sia negli Stati Uniti, dove – soprattutto negli ultimi quindici anni – è in corso un vero revival del pensatore fiorentino. Il Principe sembra in effetti avere ancora moltissimo da insegnarci: ma – è bene ribadirlo – solo a patto di sbarazzarci prima, una volta per tutte, delle formule logore cui troppo spesso si chiede ancora di riassumere il suo pensiero («il fine giustifica i mezzi», «la separazione della politica dall’etica», «la nascita del realismo politico», «il Galileo della politica»...). Formule che hanno avuto un senso nei particolari momenti storici in cui sono state coniate (di volta in volta si vedrà quali), ma che oggi sono solamente d’intralcio alla comprensione del testo.


Serve un nuovo Machiavelli, all’altezza del nostro tempo. A questo preciso scopo, si seguiranno le inaspettate diramazioni del Principe nel pensiero dell’ultimo mezzo secolo (il ritorno alla filosofia politica greca di Hannah Arendt e Leo Strauss, la teoria democratica di Claude Lefort, la gouvernamentalité di Michel Foucault, il repubblicanesimo di John G.A. Pocock, Quentin Skinner e Philip Pettit, il potere costituente di Toni Negri, la biopolitica e il potere istituente di Roberto Esposito, la democrazia plebea di John P. McCormick…) per verificare la loro effettiva tenuta, ma si cercherà soprattutto di capire quali ipotesi teoriche originali può stimolare una radicale contestualizzazione del dettato machiavelliano come quella che qui si propone. Nella speranza che, alla fine del percorso, da qualche parte – vichianamente – verum et factum convertuntur.


Il corso si propone dunque di mettere gli strumenti della ricerca storica e dell’analisi letteraria al servizio della teoria, in un dialogo (sperabilmente virtuoso) tra passato, presente e futuro. Per questo, pur senza smettere mai di insistere sulla necessità di leggere Machiavelli iuxta sua principia, gli studenti saranno anche sollecitati a interrogarsi how to do things with a classic (ammesso che sia davvero possibile). Che poi è esattamente quanto, da secoli, i migliori interpreti del Principe non smettono di fare con i suoi testi.


Obiettivi formativi

Attraverso la lettura del Principe il corso intende: (1) introdurre gli studenti allo studio avanzato di un grande classico della tradizione italiana; (2) familiarizzarli allo studio integrato della cultura rinascimentale (storia, letteratura, arte, teoria politica, filosofia, religione, giurisprudenza, economia, scienza, teologia, cultura materiale, tipografia, ecc.); (3) verificare, su un’opera particolarmente eminente del canone italiano e internazionale, la perdurante rilevanza dei classici nel nostro presente; (4) ragionare sulla forma-commento e imparare a praticarla assieme sui primi capitoli di un altro grande testo di Machiavelli, i Discorsi sopra la prima deca di Tito Livio (una parte del corso sarà dedicata proprio a questo aspetto particolare).

Riferimenti bibliografici

Come edizione di base verrà utilizzata: 


--Niccolò Machiavelli, Il Principe. Nuova edizione annotata, a cura di Gabriele Pedullà, Donzelli, Roma 2022    ISBN 9788855223041. 

NB: È ESSENZIALE prendere QUESTA nuova edizione 2022, e non quella del 2013, o la editio minor 2022, in quanto è la sola che offre tutti gli elementi di commento utili al corso


Accanto allo scritto di Machiavelli si leggerà un altro (brevissimo) speculum principis rinascimentale:


--Giovanni Pontano, De principe, a cura di Guido Cappelli, Salerno, Roma 2003 (edizione bilingue, in latino e italiano, ampiamente commentata).


A questi testi andranno aggiunti due libri di orientamento generale, da leggere integralmente:


 --Gabriele Pedullà, On Niccolò Machiavelli: The Bonds of Politics, Columbia University Press, New York 2023 (per un profilo sintetico della vita e dell’opera di Machiavelli).


--James Hankins, La politica della virtù. Formare la persona e formare lo Stato nel Rinascimento italiano (2019), Viella, Roma 2022 (per il pensiero politico umanistico del Tre e Quattrocento). Su cui si veda: Gabriele Pedullà, An Anti-Modern History of Humanist Political Thought, in «The Good Society», XXXI, 2022, pp. 168-83.


Per chi fosse interessato ad approfondire il tema del corso, altri volumi particolarmente utili per cominciare a inquadrare il Principe nella cultura rinascimentale sono: 


--Felix Gilbert, Machiavelli e Guicciardini (1965), a cura di Gabriele Pedullà, Einaudi, Torino 2011.


--John M. Najemy, Storia di Firenze (2006), Einaudi, Torino 2014.


--Guido Cappelli, Maiestas. Politica e pensiero politico nella Napoli aragonese, Carocci, Roma 2016.


Per una sintetica storia della fortuna di Machiavelli nei secoli si suggerisce inoltre la lettura di:


--Jérémie Barthas, Machiavelli in political thought from the age of revolutions to the present, in John M. Najemy (a cura di), Cambridge Companion to Machiavelli, Cambridge University Press, Cambridge 2010, pp. 256-73.


--Filippo Del Lucchese, The Political Philosophy of Machiavelli, Edinburgh University Press, Edinburgh 2017, pp. 120-170.


Ulteriori materiali da studiare lezione per lezione saranno forniti in pdf, assieme a una descrizione sommaria degli argomenti affrontati in classe.

Moduli

Modulo Ore CFU Docenti
Modulo 1: "Il Principe" di Niccolò Machiavelli (per ordinari) 20 3 Gabriele Pedullà
Modulo 2: "Il Principe" di Niccolò Machiavelli (Per ordinari e PhD) 20 3 Gabriele Pedullà