L'Orologio di Carlo Levi
Quest’anno la Scuola Normale celebra la Repubblica Italiana, a ottant’anni dalla sua fondazione, dedicando il tradizionale appuntamento primaverile de Le Letture della Normale a uno dei volumi che più intensamente ne restituiscono lo spirito e le contraddizioni: L’Orologio di Carlo Levi.
Pubblicato nel 1950, il romanzo è ambientato nei giorni immediatamente successivi alla caduta del governo Parri, in un momento cruciale della storia italiana.
Attraverso uno sguardo lucido e disincantato, Levi racconta l’atmosfera sospesa del dopoguerra e le difficoltà della nascente Repubblica nel trasformare le speranze della Resistenza in un nuovo ordine politico e sociale. L’Orologio diventa così una riflessione sul tempo della storia e sulle attese — spesso deluse — che accompagnarono la transizione dalla monarchia alla Repubblica.
Come di consueto, abbiamo voluto affidare la lettura collettiva anche a tutte e tutti voi, che avete risposto al nostro invito in modo appassionato e numeroso.
Ad introdurre la lettura di quello che può considerarsi il più bel romanzo politico del dopoguerra sarà Filippo La Porta, critico letterario e saggista, con una conferenza dal titolo Par di sentire ruggire i leoni…
Chiuderà la maratona, lo spettacolo Quando l’Italia non è cambiata in cui l’autore Francesco Piccolo rilegge la storia italiana alla luce del presente, tra entusiasmo del dopoguerra e immobilismo politico e tra ideali e disillusioni, guidando il pubblico in un racconto coinvolgente e pungente, con un tono allegramente pessimista. Un’indagine teatrale che attraversa letteratura, cinema e attualità, per capire dove – e perché – l’Italia si è inceppata.
L’iniziativa è patrocinata dalla Fondazione Carlo Levi, dal Centro Carlo Levi e dall'Associazione Il Gabbiano.
IMG: Carlo Levi - Troppa fretta | Pennarello su carta e tracce di lapis, 440 x 320 mm