Individualismo moderno e contemporaneo
Italy
Individualismo moderno e contemporaneo
Scuola Normale SuperiorePiazza dei Cavalieri, 7 - Pisa28 maggio ore 10.00Sala Azzurra - Palazzo della Carovana
Il convegno, organizzato dalla Scuola Normale Superiore di Pisa insieme alla Fondazione San Carlo di Modena, è dedicato all'analisi della categoria di 'individualismo' quale tema chiave del mondo contemporaneo.Con il convegno prosegue la collaborazione del Centro con la Fondazione San Carlo, inaugurata nel 2012 con il convegno "Tramonto dell'Occidente?" e proseguita nel 2013 con il convegno "Democrazia diretta". I relatori saranno:
Dario Antiseri: Filosofo e docente presso l'Università di Padova e presso la LUISS Guido Carli,
Sebastiano Maffettone: Professore ordinario di Filosofia Politica presso la LUISS Guido Carli, dove è Direttore del Dipartimento di Scienze Politiche e dirige il Center for Ethics and Global Politics,
Massimo Mori: Professore ordinario di Filosofia presso l'Università di Torino,
Pier Paolo Portinaro: Professore ordinario di Filosofia Politica presso l'Università di Torino.
Programma:
10,00FABIO BELTRAM, SalutiMICHELE CILIBERTO, IntroduzioneMASSIMO MORI, L’individualismo come categoria del modernoDARIO ANTISERI, Le ragioni dell’individualismo metodologicoDiscussione
13,00 Pausa
15,00CARLO ALTINI, IntroduzionePIERPAOLO PORTINARO, Patologie dell’individualismo. Pleonexia e dirittiSEBASTIANO MAFFETTONE, Individualismo non (significa) egoismoDiscussione
Massimo MoriL’individualismo come categoria del modernoNella relazione ci si propone di esaminare le diverse forme categoriali attraverso cui il concetto di individualismo si afferma nella modernità: la concezione giuridica (diritto naturale), il rapporto con la proprietà (Locke/Fichte), l’analisi antropologica (Hobbes), la qualificazione politico-economica e sociale (Adam Smith, John Stuart Mill, Herbert Spencer), la fondazione antiempiristica e antieconomicistica (Humboldt), l’antitesi con l’organicismo (tradizionalismo romantico, Hegel), i rischi dell’individualismo democratico (Tocqueville) e la deriva irrazionalistica e antistatalistica (Stirner, Nietzsche). Naturalmente, il riferimento agli autori indicati, prescindendo da ogni esposizione, avrà un valore solamente esemplificativo, mentre si porrà l’accento sulle interconnessioni concettuali che legano le diverse espressioni categoriali, in modo da costruire un percorso che tenti una definizione complessiva dell’“individualismo moderno”.
Dario AntiseriLe ragioni dell'individualismo metodologicoA ragionare e ad agire sono solo gli individui. È questo il principio cardine dell’individualismo metodologico. Ed è esattamente dalle azioni degli individui e dalle loro conseguenze inintenzionali che lo scienziato sociale deve partire per poter spiegare la genesi e i mutamenti delle istituzioni e degli eventi sociali. Dare sostanza ai concetti collettivi – come società, Stato e partito – e reificarli è infatti un grave errore, poiché esistono solo individui, che pensano, ragionano e agiscono, interagendo. L’individualismo metodologico è pertanto l’unico «metodo» in grado di mettere in contatto gli studi sociali con la realtà concreta, vale a dire con gli individui, le loro idee e le loro azioni.
Pier Paolo PortinaroPatologie dell’individualismo Pleonexia e dirittiLa violenza è legata all’istinto di sopraffazione e alla volontà di prevaricazione, che hanno la loro radice nell’elemento irascibile dell’anima, nell’animosità (thymos) posta al servizio dell’impulso acquisitivo, l’amor sceleratus habendi, come lo avrebbe definito Ovidio. Il termine greco che meglio denota il sostrato antropologico da cui scaturiscono i comportamenti antisociali è pleonexia. Ad esso fa insistentemente ricorso Platone nel delineare quel disordine dell’anima che si riflette sul disordine della città. Nella sua tripartizione delle forze psichiche, egli annovera, come potente e anzi sovrastante controparte dell’elemento razionale, l’operare di due masse energetiche legato allo smodato bisogno di riconoscimento (quella che sarà per Hobbes la «vanagloria») e all’insaziabile brama di gratificazioni materiali. Di avarizia e ambizione parleranno costantemente (e il lessico machiavelliano ne fornisce una documentazione impressionante) gli umanisti alle soglie dell’età moderna: attraverso la mediazione latina, l’antropologia definita dal pensiero greco si sarebbe così saldamente attestata anche nel nucleo della moderna dottrina dello Stato. A partire da questa falda antropologica la violenza dispiega le sue potenzialità distruttive dell’ordine anche in virtù della variabilità delle motivazioni e della creatività dell’animale umano. Ma al disordine dell’antropologia pleonectica occorre porre rimedio. E il rimedio viene da dike, un termine di ambivalente e stratificata significazione (la figlia di Zeus e di Themis è imparentata anche alle Erinni, le divinità vendicatrici), ma che in tutte le sue accezioni evoca l’idea di un qualche equilibrio che va restaurato, dopo un’alterazione, tra l’interesse del singolo e quello della collettività.
Sebastiano MaffettoneIndividualismo non (significa) egoismoEsistono diverse accezioni di individualismo. C’è ad esempio un individualismo ontologico, che tende a definire la natura degli enti collettivi in termini di vicende degli individui che li compongono, part
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