Seminari di Linguistica Generale

La ‘legge del trisillabismo’ e la preistoria dell’accento greco

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    Andreas Willi - University of Oxford – Worcester College, Oxford
    La ‘legge del trisillabismo’ e la preistoria dell’accento greco

    Secondo la cosiddetta “Legge del trisillabismo” (o “Legge di limitazione”), in greco antico le parole accentate in modo “recessivo” ritraggono al massimo l’accento sulla terzultima sillaba se l’ultima sillaba è leggera e sulla penultima sillaba se l’ultima è pesante; ulteriori principi determinano se l’accento è realizzato come acuto o circonflesso. Sebbene questo sistema di regole sia descrittivamente abbastanza semplice, comporta alcune incoerenze, in quanto la distanza massima tra la collocazione del tono alto e la fine di parola sembra essere maggiore in alcuni casi rispetto ad altri, soprattutto se si considera anche il conteggio delle more. Negli ultimi tempi si è discusso molto su come spiegare queste incongruenze in termini sincronici, ma la prospettiva diacronica è stata trascurata. Il presente contributo cerca di spiegare le irregolarità come risultato di “sedimentazione” linguistica, sostenendo che la Legge di limitazione è nata come una regola che privilegiava determinati contorni melodici in fine di parola, ma che alcuni cambiamenti fonologici nella storia del greco hanno poi portato a reinterpretarla come condizionata dal ritmo piuttosto che dal contorno melodico. In relazione a questa evoluzione, viene discusso anche l'emergere dell'opposizione fra intonazione acuta e intonazione circonflessa in greco antico.