L'evento e (è) l'impossibile
a cura di Alberto Martinengo, Mattia Di Pierro, Francesco Marchesi
Caterina Resta (Dipartimento di Civiltà antiche e moderne – Università degli Studi di Messina)
L'evento e (è) l'impossibile
Introduce Rita Fulco (Dipartimento di Civiltà antiche e moderne – Università degli Studi di Messina)
Pensare l’evento non è, per la decostruzione di Jacques Derrida, una questione tra le altre. Per Derrida pensare l’evento significa mettere a tema il darsi ogni volta di qualcosa/qualcuno di singolare e unico, ciò che arriva (o chi arriva) al di là di ogni orizzonte d’attesa. L’evento scardina il continuum temporale, lo interrompe, perché è evento di un’alterità irriducibile, mai interamente appropriabile. Jacques Derrida ha spesso affermato che la decostruzione è esperienza dell’evento in quanto impossibile. Ma come intendere questo impossibile? Esso allude non solo al fatto che l’evento non è anticipabile, calcolabile o padroneggiabile, ma anche all’esperienza di un non-potere. L’evento colpisce una vulnerabilità esposta, disarmata e depone la presunta sovranità dell’io. La decostruzione è forse allora la più radicale messa in questione del potere, della sovranità e del fantasma di onnipotenza che li accompagnano.
I prossimi appuntamenti:
Timothy C. Campbell (Cornell University)
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