Patto migrazione e asilo, paesi terzi e facilitazione
Organizzazione
Con l’entrata in vigore del Patto su migrazione e asilo, l’Unione europea consolida un paradigma di governo delle migrazioni segnato da un progressivo irrigidimento normativo. Lungi dal rappresentare un punto di equilibrio, il Patto si inserisce in una traiettoria che comprime la libertà di movimento e mina alla base il diritto d’asilo. In questo contesto, assumono un ruolo centrale le disposizioni relative ai paesi terzi e alla nozione di “paese di origine sicuro”, strumenti chiave nei processi di esternalizzazione dei confini, ulteriormente rafforzati dalle modifiche che interverranno sul Regolamento rimpatri. Parallelamente, l’approvazione del Regolamento Europol per il contrasto al traffico di migranti e la proposta di Direttiva sulla facilitazione delle migrazioni non autorizzate rafforzano l’approccio securitario. Pur configurandosi come dossier formalmente distinti, tali interventi risultano profondamente intrecciati sul piano politico e operativo. Essi contribuiscono a delineare un’architettura coerente, orientata alla prevenzione degli arrivi e alla delega del controllo oltre i confini dell’Unione, a scapito dei diritti fondamentali delle persone in movimento. Il seminario si propone di analizzare queste dinamiche nella loro interrelazione, interrogando le implicazioni giuridiche e politiche di tale evoluzione.
Intervengono:
Angela Adami | Scuola Normale Superiore
Federico Alagna | Scuola Normale Superiore
Eleonora Celoria | Università di Torino
Omid Firouzi Tabar | Università Ca’ Foscari
Ph. © mitchel-lensink - unsplash