WEAVE4
Weave4
Francesco Bigoni | sax tenore/clarinetto
Francesco Diodati | chitarra
Benoît Delbecq (pianoforte)
Steve Argüelles (batteria)
Programma
Brani dall’album Weave4
No for Me (Diodati)
Two-Cross Spoke (Bigoni)
Neither and Both (Argüelles)
Sospeso (Diodati)
La gomma di Dante (Delbecq)
Snap (Diodati)
Chemin sur le Crest (Delbecq)
Betulla (Delbecq)
The singer and the forest (Diodati)
Shoom (Argüelles)
Peindre ou faire l’amour (Argüelles)
Biografia
Francesco Bigoni si è messo in luce sulla scena italiana dall’età di vent’anni e risiede a Copenaghen dal 2009. È stato membro fondatore del collettivo/etichetta italiano El Gallo Rojo e al momento è parte del suo omologo danese ILK. Ha partecipato alla realizzazione di oltre sessanta album e svolto attività concertistica in molti paesi del mondo. Francesco, appassionato strumentista a fiato e compositore, coltiva un rapporto poliedrico col suono: è laureato in elettroacustica e costruisce strumenti elettronici.
Il pianista e compositore parigino Benoît Delbecq è considerato da oltre trent’anni uno degli innovatori sulla scena jazz contemporanea. La sua reputazione ed influenza è cresciuta stabilmente a livello mondiale sin dal suo album di esordio nei primi anni Novanta. Il New York Times lo ha descritto come un ”pianista originale ed anticonvenzionale che abilmente inventa una musica serafica”, mentre la rivista The WIRE ha recentemente descritto il suo ultimo disco in piano solo per Pyroclastic come ”musica da celebrare”. Un avventuriero ispirato, un artigiano dell’approccio polimetrico al pianoforte preparato ed un poeta visionario del riciclo elettronico del proprio fraseggio, Delbecq partecipa attivamente alle conquiste estetiche degli ultimi anni.
Francesco Diodati, chitarrista, compositore ed improvvisatore, è considerato uno dei musicisti più prolifici ed anticonvenzionali della sua generazione, per via di uno stile sfaccettato e di una vastissima esplorazione musicale. È interessato alla ricerca musicale, all’investigazione di complessità ritmiche, alla cura del gesto improvvisativo, all’immersione in suoni acustici ed elettronici sconosciuti, all’incontro. Affianca alla intensa attività di concertista quella di didatta presso SienaJazz e presso il conservatorio Casella dell’Aquila.
Steve Argüelles: nativo di Birmingham, Inghilterra, nato nel 1963 nel Beat Boom, ancora nel beat boom. Il beat, quel momento di suono e tempismo perfetto, sincopato, esattamente nel momento che sta in mezzo tra quello più ovvio e quello in cui meno te lo aspetti. Un batterista che dà la massima attenzione al suono, all’arrangiamento e all’accompagnamento ritmico. Il suo uso delle pelli di animale testimonia le influenze esercitate sul suo stile dal drumming africano e brasiliano e dai maestri della batteria jazz del passato. L’uso di recenti innovazioni ritmiche e software lo vede adattare il jazz all’umidità controllata del suono elaborato elettronicamente; interazione in tempo reale e manipolazione dal vivo, un mix ingegnoso, una nuova forma di jazz elettronico, da Ellington ad Aphex.