Verifica dei futuri. Gli studi letterari nel XXI secolo
Organizzazione
Le difficoltà degli studi letterari sono oggi più che mai evidenti: difficoltà “interne” (legate alle strade, spesso non entusiasmanti, imboccate dalla disciplina) e difficoltà “esterne” (legate al contesto generale, e alla perdita di prestigio di un sapere solo trent’anni fa considerato di primaria importanza per la società). Tanto più allora può essere allora utile provare a fare il punto guardando in avanti con spirito costruttivo. Le tre domande kantiane del sottotitolo vogliono essere un invito a pensare in grande, senza accettare l’inevitabile declino ma senza nemmeno rassegnarsi a una sopravvivenza residuale, come copisti benedettini in attesa di una stagione più felice. Soprattutto, gli interrogativi alla base di ogni “pensiero critico” (al di là di Kant) hanno il vantaggio non trascurabile di incrociare domande “interne” (sul metodo) e domande “esterne” (sulla funzione o finalità di un sapere, la cui necessità oggi non possiamo più dare per scontata). Insomma: che cosa vogliamo davvero per gli studi letterari? E perché?
A rispondere alla domanda sono convocati e convocate coloro a cui la questione deve stare, per forza di cose, più a cuore: gli studiosi e le studiose più giovani, grosso modo tra i 35 e i 45 anni, che appartengono a una nuova leva estremamente dotata ma arrivata alla maturità intellettuale sotto pessime stelle. Eppure – come diceva quello – «dove c’è pericolo, cresce anche ciò che salva». Nelle due mezze giornate si parlerà così di temi disparati, ma tutti cruciali, come gli strumenti della ricerca, le ricadute più ampie delle nuove conoscenze, il rapporto col mondo della scuola, l’importanza (o l’irrilevanza) della politica come stimolo alla conoscenza (e della conoscenza come stimolo al cambiamento), il nesso tra sapere storico-letterario e letteratura vivente, i possibili corto-circuiti tra studio, auto-educazione estetica e cura di sé, e tutti gli altri temi che i partecipanti vorranno portare all’attenzione comune. Una sola cosa pare infatti certa: tanto più in un momento del genere occorre essere intellettualmente ambiziosi.
Per parlare di tutte queste questioni sono previsti un pomeriggio di interventi brevi (circa 10 minuti ciascuno) a partire da un breve testo scritto fatto circolare in anticipo dai convegnisti e dalle convegniste tra le altre persone invitate e una mattina di dibattito libero, secondo una modalità seminariale pensata per coinvolgere e stimolare alla riflessione anche gli studenti e le studentesse delle discipline letterarie della SNS.
Intervengono, assieme alle allieve, agli allievi e ai docenti della Scuola Normale: Giulio Azzolini, Marco Borrelli, Mimmo Cangiano, Massimiliano Cappello, Anna Carocci, Marta Celati, Alberto Comparini, Anna Chiara Corradino, Enrico Fantini, Guido Mattia Gallerani, Riccardo Gasperini Gerona, Marco Gatto, Alessandro Metlica, Tommaso Munari e Andrea Talarico.
IMG: Maestro dei Mesi, Giano bifronte, 1225–1228 circa, Museo della Cattedrale di Ferrara. Foto: Sailko, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons. Immagine modificata.