Gabriele Pedullà è nato a Roma nel 1972 e – prima di trasferirsi alla Scuola Normale Superiore nel 2025 – ha insegnato presso le università di Teramo (2002-09) e di Roma Tre (2009-2025). È stato inoltre visiting professor a Stanford, UCLA, Princeton, Berkeley e all’École Normale Supérieure di Lyon; borsista presso Villa I Tatti, il centro di studi sul Rinascimento di Harvard a Firenze, e presso l’Italian Academy della Columbia University, e member dell’Institute for Advanced Studies di Princeton. Si occupa principalmente di trattatistica politica e morale e di storiografia della prima età moderna e di narrativa europea del XIX e del XX secolo. Ama il cinema coreano e la letteratura polacca, ma – a oltre trentacinque anni dalla prima lettura – il suo libro preferito in assoluto rimane l’Orlando furioso di Ludovico Ariosto.
Ha pubblicato quattro monografie: La strada più lunga. Sulle tracce di Beppe Fenoglio (Donzelli, 2001: Premio Moretti); In piena luce. I nuovi spettatori e il sistema delle arti (Bompiani, 2008; versione inglese rivista e ampliata: In Broad Daylight: Movies and Spectators after the Cinema, Verso 2012); Machiavelli in tumulto. Conquista, cittadinanza e conflitto nei «Discorsi sopra la prima deca di Tito Livio» (Bulzoni, 2011; versione inglese rivista e ampliata: Machiavelli in Tumult: The «Discourses on Livy» and the Origins of Political Conflictualism, Cambridge University Press, 2018); e On Niccolò Machiavelli: The Bonds of Politics (Columbia University Press, 2023, in uscita in versione molto ampliata presso Einaudi nel settembre 2026). Inoltre, assieme a Nadia Urbinati ha scritto Democrazia afascista (Feltrinelli, 2024). Nei prossimi anni progetta di concentrare le sue ricerche anzitutto sulla figura di Baldassarre Castiglione e sul romanzo siciliano otto-novecentesco (grosso modo da Federico De Roberto a Giuseppe Tomasi di Lampedusa).
Assieme a Sergio Luzzatto, ha ideato e diretto l’Atlante della letteratura italiana in tre volumi (Einaudi, 2010-2012), per cui ha anche scritto una ventina di saggi. È anche il curatore generale della nuova edizione commentata di Cesare Pavese in sette volumi per Garzanti (2021-). Negli anni ha inoltre approntato diverse antologie di testi brevi: Racconti della Resistenza (Einaudi, 2005; nuova edizione ampliata: Einaudi, 2024); Parole al potere. Discorsi politici italiani: 1861-1994 (BUR, 2011 e 2018); Racconti del Risorgimento (Garzanti, 2021); Racconti della Resistenza europea (Einaudi, 2025). Questi quattro volumi possono essere letti, idealmente, come tasselli di un unico progetto (ancora in corso) su intellettuali e politica nell’Europa otto-novecentesca.
A sua cura sono apparsi diverse classici italiani e stranieri, tra i quali – oltre al Principe di Niccolò Machiavelli (Donzelli, 2013; nuova edizione ampliata: Donzelli, 2022) – si possono ricordare almeno: Carlo Dossi, Opere (Istituto Poligrafico dello Stato, 1999); Dionigi di Alicarnasso, Le antichità romane (con Francesco Donadi: Einaudi, 2010); Luigi Pirandello, Racconti fantastici (Einaudi, 2011); Ludovico Ariosto, Opere (Istituto Poligrafico dello Stato, 2011); Karl Marx, Scorpione e Felice (Editori Internazionali Riuniti, 2011); Beppe Fenoglio, Il libro di Johnny (Einaudi, 2015); Federico De Roberto, La paura e altri racconti (Garzanti, 2015); Federico De Roberto, L’Imperio (Garzanti, 2019); Cesare Pavese, Prima che il gallo canti (Garzanti, 2021); Giuseppe Berto, Il brigante (Neri Pozza, 2022); Beppe Fenoglio, La malora (Einaudi, 2022); Philippe de Commynes, Memorie d’Italia (Einaudi, 2025). Tutti questi volumi sono accompagnati da lunghe introduzioni e ampi apparati. Tra i saggisti, ha curato l’edizione di opere di Walter Benjamin, Felix Gilbert, Johan Huizinga, Nicole Loraux, Fredric Jameson e Paul Schrader.
È consulente della casa editrice Einaudi e, dal 2025, dirige per Viella la collana di saggistica letteraria «Viella Letteratura». Dopo aver scritto per una decina d’anni su «Alias», dal 2009 le sue recensioni e i suoi saggi letterari appaiono sul supplemento culturale della domenica de «Il Sole 24 Ore», e, più di recente, anche su «Domani» e su «L’Espresso»; più occasionalmente, collabora alle riviste on-line «leparolelecose» e «doppiozero»; in inglese suoi scritti sono stati pubblicati, tra l’altro, su testate di intervento come la «New Left Review» e «Jacobin»; in francese su «Période». Dal 2010 al 2020 è stato membro della giuria del Premio Viareggio e dal 2017 fa parte del Comitato direttivo del Premio Strega. È stato consulente storico della serie Netflix The Leopard (2025), liberamente ispirata al romanzo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, e sta curando una mostra su Novecento di Bernardo Bertolucci in occasione del cinquantenario dell’uscita del film (Parma, Palazzo del Governatore, marzo-luglio 2026). Ha ideato e curato la prima edizione della Festa della Resistenza del comune di Roma (2023) e della Fondazione Feltrinelli di Milano (2025).
Pedullà è inoltre autore di quattro libri di narrativa: le raccolte di racconti Lo spagnolo senza sforzo (Einaudi, 2009: Premio Mondello Opera prima; Premio Verga; Premio Frontino; Premio Cutro) e Biscotti della fortuna (Einaudi, 2020: Premio Super Flaiano); il romanzo Lame (Einaudi, 2017: Premio Carlo Levi; Premio Martoglio); e il trittico Certe sere Pablo (Einaudi, 2024: Premio Alvaro-Bigiaretti studenti). I suoi racconti appaiono su «Finzioni».
Le sue opere sono tradotte, o in corso di traduzione, in nove lingue.