Linguistica Generale. La nozione di simmetria in sintassi: aspetti formali, biologici e matematici (PhD)

Anno accademico 2025/2026
Docente Andrea Carlo Moro

Modalità d'esame

<p>Relazione scritta</p>

Note modalità di esame

<p>Relazione scritta concordata (max 10.000 battute spazi inclusi). Valutazione in trentesimi.</p>

Prerequisiti

Il corso non prevede prerequisiti. Per coloro che affrontano per la prima volta temi di carattere linguistico sono previsti eventuali colloqui con indicazioni di supporto, successive alle prime lezioni.

Programma insegnamento

(i) BREVE STORIA MIRATA DELLA LINGUISTICA Rispetto ad altre scienze empiriche, la linguistica è probabilmente la più fragile: da una parte, rimangono stabili alcune nozioni fondamentali, intuitivamente evidenti, canonizzate in epoca classica; dall’altra, emergono i tentativi di formalizzare e decomporre le tassonomie per produrre nuovi modelli esplicativi, eredità dello strutturalismo. L’instabilità del formalismo e la focalizzazione su problemi empirici diversi sono spesso stati origine di critiche. Ciononostante, è chiaro che per la prima volta nella storia della linguistica è possibile assumere che le dipendenze sintattiche (i) si basano su regolarità matematiche che superano la potenza descrittiva ed esplicativa delle catene markoviane; (ii) non sono riconducibili ad altri domini cognitivi; (ii) sono l'espressione di restrizioni neurobiologiche che precedono qualsiasi esperienza, non artefatti culturali o convenzionali. L'obiettivo fondamentale della linguistica si è spostato dall'attività tassonomica alla caratterizzazione della classe delle lingue impossibili. Il tracciamento dei confini di Babele, che caratterizzano la “mente staminale” dei bambini, permette inoltre di capire meglio il ruolo della storia, del caso e della cultura, cioè in definitiva dell’esperienza, nelle lingue umane. Verrà fornito un contesto storico per conoscere lo stato dell’arte della ricerca e formulare le nuove domande. (II) LA NOZIONE DI SIMMETRIA IN SINTASSI: PROSPETTIVE SUL SOGNO CARTESIANO. Gli esseri umani sono progettati per rilevare simmetrie. La nozione di simmetria, di fatto, è una nozione essenziale nei domini empirici e cognitivi ed è riconosciuta e definita formalmente in modi convergenti nel fatto di mantenere un qualche principio di invarianza: nel mondo fisico, nelle strutture matematiche, nell’arte e in biologia le strutture simmetriche sorgono e sono riconoscibili modo ubiquitario. L'obiettivo di questo corso è dimostrare che la simmetria, contrariamente ai modelli canonici proposti fin da Chomsky 1986 e Kayne 1994, può essere effettivamente rilevata anche nelle lingue umane; più specificamente che la simmetria svolge un ruolo fondamentale (anche) in sintassi, a condizione che i dati vengano analizzati con una metrica formale speciale, che colleghi le sequenze lineari di parole alle strutture gerarchiche (ricorsive) bidimensionali che ad esse soggiacenti (e viceversa). L'idea centrale è che la simmetria sintattica genera ambiguità (sia a livello computazionale che fonologico) e come tale deve essere neutralizzata affinché la struttura sia computabile. In definitiva, la simmetria verrà considerata come l’innesco di effetti di riparazione; come se la grammatica includesse una sorta di “epentesi sintattica”. Ciò porterà anche alla formulazione di una congettura inaspettata, ovvero che la simmetria sia il modo nel quale la predicazione viene codificata in grammatica. Questa singola ipotesi risolve il dibattito sulla struttura delle frasi che caratterizza la linguistica a partire dal modello aristotelico classico fino al dibattito strutturalista: tutte le frasi hanno un nucleo simmetrico, quindi esocentrico, sebbene si espandano secondo uno schema endocentrico. Infinte, l’inclusione della simmetria nella sintassi impone di fatto una riorganizzazione dell'architettura complessiva della grammatica, ridisegnando, i confini tra sintassi e morfologia, e arrivando a considerare il movimento sintattico come una conseguenza necessaria. Una prospettiva che non può non avere un impatto sulle ipotesi relative all’evoluzione del linguaggio. NOTA BENE: L'attività didattica è concentrata nel mese di novembre e dicembre. A completamento, nella prima metà del 2026 verrà organizzata una giornata di studi su un tema scelto tra quelli trattati

Riferimenti bibliografici

Per il primo modulo:

(1) Chomsky, N. - Moro, A. (2023) "The secrets of words", MIT Press,Cambridge, MA; trad. it. "I segreti delle parole", La nave di Teseo, Milano, Italia;

(2) Moro, A. (2024) "Parlo dunque sono", seconda edizione, Adelphi, Milano. Durante il corso potranno essere indicati nuovi testi anche sulla base dell'interazione e dell’interesse manifestato.

Per il secondo modulo:

(1) Chomsky, N. (1956) “Three models for the description of grammar”, I.R.E. Transaction on information theory, vol. IT-2, 113-124, Institute of Radio Engineering Inc.; reprinted in "Readings in Mathematical Pshycology" (Luce, R.D. – Bush, R.R. – Galanter, E. eds., vol. 2, John Wiley and Sons, New York; trad. it. in De Palma, A. (1974) (a cura di) "Linguaggio e sistemi formali", Einaudi Paperback, 50, 203 – 235, Einaudi, Torino.

(2) Graffi, G. (2001) "200 years of syntax", Benjamins, Amsterdam;

(3) Kayne , R. (1994) "The antisymmetry of syntax", The MIT Press, Cambridge, MA;

(4) Moro, A. "Dynamic Antisymmetry" (The MIT press, 2000);

(5) Moro, A. – Roberts, I. (2023) "The duality of syntax: unstable structures, labelling and linearization" (first part only), NLLT, https://doi.org/10.1007/s11049-023-09588


Durante il corso potranno essere indicati nuovi testi anche sulla base dell'interazione e dell’interesse manifestato.