Archeologia - Le pietre raccontano: "Cieli" di pietra e colore: soffitti e volte tra l'età classica e l'età tardoantica (PhD)
Prerequisiti
Questo modulo è rivolto principalmente a dottorandi in archeologia, filologia classica e storia dell’arte. Sebbene una formazione pregressa in queste discipline – in particolare con un focus sulla cultura materiale e sull’architettura del Mediterraneo antico – sia consigliata, la struttura del modulo è pensata per accompagnare gli studenti nell’affrontarne efficacemente i contenuti anche senza queste approfondite conoscenze.
È auspicabile che gli studenti possiedano:
- Una solida preparazione in archeologia classica o in storia dell’architettura antica;
- Familiarità con i principali periodi dell’arte e dell’architettura greca e romana;
- Conoscenze di base della terminologia architettonica e delle tecniche costruttive;
- Capacità di lettura critica di testi accademici in inglese e, ove necessario, in altre lingue moderne o antiche.
Pur non essendo un requisito formale, un’esperienza pregressa nell’analisi della decorazione architettonica o nell’approccio a fonti visive e materiali risulterebbe estremamente utile. È inoltre richiesta una partecipazione attiva alle discussioni seminariali e la disponibilità a condurre ricerche indipendenti su casi studio selezionati.
Programma
"Cieli" di pietra e colore: soffitti e volte tra l'età classica e l'età tardoantica
Il modulo 3, di carattere monografico e seminariale, è rivolto principalmente ai perfezionandi (archeologi, classicisti e storici dell’arte). Nel quadro più ampio dello studio degli arredi e della decorazione architettonica (si veda la descrizione generale dei moduli 1 e 2), questo modulo è dedicato al tema dei sistemi di copertura nel mondo antico, con l’obiettivo di approfondire le caratteristiche strutturali e l’evoluzione formale e decorativa di soffitti, volte e cupole tra l’età classica e quella tardoantica.
L’intento è fornire strumenti utili per valorizzare il grande potenziale informativo, documentario e culturale di questa specifica classe di arredi.
Che fosse piana, voltata o a cupola, la copertura di un vano rappresentava, nell’antichità, una componente non solo strutturalmente e tecnologicamente rilevante, ma anche simbolicamente significativa.
Dal punto di vista tecnologico, il sistema di copertura rifletteva il livello di competenza tecnica raggiunto da una determinata cultura. Una copertura lignea piana, una volta in muratura o una cupola implicavano soluzioni ingegneristiche diverse, spesso legate alla disponibilità di materiali, alle conoscenze costruttive locali e all’ambizione del progetto architettonico. In epoca romana, l’introduzione e la diffusione dell’opus caementicium resero possibile la realizzazione di coperture voltate e cupolate sempre più complesse, come nel caso del Pantheon, la cui cupola emisferica rappresenta ancora oggi un capolavoro assoluto di ingegneria antica.
Sul piano simbolico, la superficie di un soffitto — piano o voltato — costituiva l’elemento di chiusura visiva e concettuale di un vano, una sorta di piccolo “cielo in quella stanza”. Essa diventava, a seconda della funzione dell’edificio, una superficie privilegiata per esprimere valori cosmologici, religiosi, politici e sociali, attraverso decorazioni scolpite, dipinte, dorate, musive o in stucco.
In contesti sia privati che pubblici, i soffitti decorati — per esempio a cassettoni — assumevano una funzione comunicativa precisa per volontà dei committenti, in dialogo con gli altri comparti decorativi dello stesso ambiente, come i pavimenti o gli arredi. Le raffigurazioni a motivi cosmico-astrali, geometrici o mitologici suggerivano un collegamento tra lo spazio architettonico e l’ordine cosmico o il potere divino.
In questo senso, la copertura non era solo l’elemento che proteggeva il vano dall’esterno, ma anche il fulcro di un paesaggio visivo costruito per affermare lo status del committente. Che dovesse impressionare o istruire l’osservatore, lo possiamo facilmente immaginare. Che l’ammirazione delle decorazioni di un soffitto fosse per un ospite a banchetto motivo di conversazione e segno di educazione lo apprendiamo, per esempio, dalla lettura delle fonti (cfr. Aristofane, Le Rane, vv. 1208-1215).
A causa della loro posizione, le coperture sono tra gli elementi architettonici meno conservati: sono infatti le prime a crollare. Questo rende il loro studio e quello della loro evoluzione architettonico-decorativa particolarmente complesso. Nondimeno, l’analisi del repertorio iconografico e la comprensione del significato delle immagini in esse rappresentate permettono di cogliere non solo l’evoluzione delle tecniche edilizie, ma anche la visione del mondo e il sistema di valori che tali architetture intendevano esprimere all’interno della cultura che le ha prodotte (greca, romana o altra).
Il modulo adotta un approccio interdisciplinare, combinando prospettive archeologiche, storiche e storico-artistiche. I temi trattati saranno sviluppati attraverso letture critiche assegnate di volta in volta agli studenti frequentanti e discusse collegialmente in aula. È richiesta una partecipazione attiva, con contributi individuali e collettivi al dibattito, finalizzati allo sviluppo di competenze analitiche e interpretative.
Le letture proposte nel corso del modulo e le riflessioni che scaturiranno dall’analisi di alcuni casi studio toccheranno, nello specifico, i seguenti argomenti:
· Le varie tipologie di coperture e il vocabolario tecnico per descriverne le componenti;
· L’evoluzione dei sistemi di copertura nel mondo panmediterraneo: dai prototipi lignei, attraverso i primi soffitti a cassettoni lapidei, fino alle cupole con intradosso liscio e decorato;
· L’opus caementicium e lo sviluppo dell’arco e delle volte nel mondo romano;
· Il repertorio decorativo delle coperture e il valore simbolico delle immagini in esse contenute come metafore culturali e sociali;
· Il rapporto tra il repertorio decorativo delle coperture, la funzione degli ambienti e gli altri comparti decorativi (ad esempio, i rivestimenti pavimentali).
Obiettivi formativi
Al termine del modulo, gli studenti saranno in grado di:
· Conoscere e comprendere l’evoluzione formale, strutturale e decorativa dei sistemi di copertura nel mondo antico ampiamente inteso (soffitti, volte, cupole), tra l’età classica e l’età tardoantica.
· Riconoscere e utilizzare correttamente la terminologia tecnica relativa alle coperture architettoniche e ai relativi elementi decorativi;
· Analizzare criticamente i rapporti tra struttura architettonica, funzione degli ambienti e repertori decorativi, collocandoli nel loro contesto storico, culturale (non solo greco e romano) e simbolico;
· Interpretare la valenza simbolica, sociale e politica delle decorazioni delle coperture, riconoscendone il ruolo nella costruzione visiva dello spazio e nella comunicazione del potere o dello status del committente;
· Applicare un approccio interdisciplinare (archeologico, storico e storico-artistico) allo studio dell’architettura decorata, integrando fonti materiali, iconografiche e testuali;
· Sviluppare capacità di ricerca autonoma, attraverso l’approfondimento di casi studio specifici e l’elaborazione di contributi individuali e collettivi nelle discussioni seminariali;
· Consolidare le competenze interpretative e metodologiche, con particolare attenzione alla lettura critica delle fonti accademiche e all’analisi di contesti frammentari o parzialmente conservati.
Riferimenti bibliografici
All’inizio del corso, la docente fornirà ai partecipanti l’elenco completo delle letture consigliate da studiare durante gli incontri.
Moduli
| Modulo | Ore | CFU | Docenti |
|---|---|---|---|
| Modulo 2: Le pietre raccontano: introduzione allo studio della decorazione architettonica romana (per ordinari e PhD) | 20 | 3 | Consuelo Manetta |
| Modulo 3: "Cieli" di pietra e colore: soffitti e volte tra l'età classica e l'età tardoantica (per PhD) | 20 | 3 | Consuelo Manetta |