Letteratura Italiana del Rinascimento - Variazioni sul mito II. Variazioni sul mito di Adone (PhD)
Prerequisiti
Non sono richiesti prerequisiti. Il corso è rivolto ai dottorandi, ma è valido anche per studenti universitari.
Programma
Variazioni sul mito II. Variazioni sul mito di Adone
Il mito di Adone ha conosciuto una fortuna di lunga durata che dall’Antichità (laddove vive come testo e come rito), procedendo dal Medioevo, giunge, all’interno della tradizione letteraria, figurativa, coreutica, teatrale e musicale europea, fino al Novecento. Passando da Tiziano a Shakespeare, da Marino a Haendel, da Shelley a Stravinskij, la vicenda viene di volta in volta rimodellata a livello contenutistico e formale. Forse in ragione della sua semplicità strutturale, il mito in questione è infatti stato oggetto nel corso dei secoli di un vero e proprio processo di stratificazione semantica che livello dopo livello testimonia non solo la varietà di inflessioni della favola ma anche la sua disponibilità a dar forma, e voce, a tematiche fondamentali della cultura occidentale: il rapporto tra uomo e natura, la dialettica tragica fra passione e ragione, la natura delle relazioni fra i sessi, il ciclo continuo di nascita e morte che caratterizza il mondo naturale, il contatto col divino (cristiano e pagano), lo statuto problematico dell’eroe, le dinamiche affettive e di potere attive nel contesto parentale, etc. Non tutte le declinazioni del mito, derivanti dalle stratificate origini, sono però attive contemporaneamente e con la stessa energia. Possiamo infatti notare che da un secolo all’altro, da una tradizione artistica all’altra, da una forma espressiva all’altra, il personaggio Adone muta la propria pelle, indossando via via i panni di un fragile adolescente, di un eroe epico, di un amante focoso, di un virtuoso sovrano, di un pastore arcadico; e in tale vortice trasformista travolge anche il suo complementare doppio, quella Venere che talora ci si presenta nel ruolo di madre premurosa e addolorata, talora in quello di infoiata e crudele femme fatale, o in quello di regale dignità celeste. Il corso proporrà l’analisi di alcune rilevanti testimonianze cinque-secentesche di questa storia culturale di lunga durata. La parte conclusiva del corso sarà dedicata a una lettura estensiva dell’Adone di Giambattista Marino (1623), «poema grande» di un’epica di pace, che fu il crocevia di una stagione del gusto, parabola di una politica della scrittura, invenzione di un’etica della meraviglia e dello stupore. Un centro ingombrante, insomma, ma non privo di ironia, sull’asse durevole della tradizione del moderno. Da più parti oramai riconosciuto e amato, più spesso detestato quanto a lungo ignorato, il poema mariniano costituirà in un certo senso la cartina a tornasole del percorso critico dell’intero corso, nel suo porsi come deposito e rilancio delle costellazioni di testi qui largamente segnalate e restituite.
Obiettivi formativi
Il corso intende introdurre gli studenti all’uso di strumenti di ricerca e di pratiche di analisi testuale vòlti sia alla comprensione storica, linguistica e stilistica della letteratura italiana del Cinquecento, sia all’indagine delle dinamiche della memoria culturale e delle esperienze – diacroniche e interdisciplinari – di riuso di tòpoi tematici ed espressivi.
Riferimenti bibliografici
Una bibliografia di riferimento sarà fornita all'inizio delle lezioni
Moduli
| Modulo | Ore | CFU | Docenti |
|---|---|---|---|
| Modulo 2: Variazioni sul mito di Adone (per ordinari e PhD) | 20 | 3 | Andrea Torre |
| Modulo 3: L'Adone di G.B. Marino (PhD) | 20 | 3 | Andrea Torre |