Letteratura italiana - La letteratura della resistenza italiana ed europea: l'esempio del racconto (Ordinario)
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Programma
Come si resiste? E come si è resistito al fascismo storico, in Italia e in Europa, al culmine della lotta per la libertà? A una simile domanda si possono dare risposte assai diverse. C’è per esempio la risposta degli storici, i quali negli ultimi decenni hanno profondamente ripensato l’esperienza della lotta al nazi-fascismo tra il 1939 e il 1945, allargando il loro sguardo a figure (le donne e i bambini, i partigiani non combattenti, i disertori stranieri, le vittime civili, addirittura i collaboratori…) e temi (la competizione tra bande, i rapporti difficili con i contadini, gli argomenti dei cattolici a favore della lotta armata, la partecipazione del Sud, le esperienze di autogoverno come matrice della costituzione, la lotta partigiana e l’emancipazione femminile, le violenze e i processi mancati del dopoguerra, la costruzione della memoria nel clima della Guerra fredda…) precedentemente trascurati dalla ricerca. E c’è, non meno rilevante, la risposta dei filosofi: interessati al problema della difficile collocazione giuridica dei partigiani e alle sfide che la lotta per bande pone al diritto internazionale (Carl Schmitt), al momento supremo della scelta davanti alle alternative sempre opache quando le fedeltà statali si rompono in una guerra civile (Jean-Paul Sartre e Simone Weil), all’influenza che le idee e i sistemi filosofici hanno nelle decisioni concrete degli individui, con gli esistenzialisti più disponibili al compromesso e i teorici della scienza adamantini nelle loro decisioni (Michel Foucault), e alla importanza dell’oblio consapevole come strumento per superare una frattura altrimenti impossibile da sanare all’indomani di una guerra civile (Nicole Loraux).
Si tratta di riflessioni importanti, dalle quali non si può prescindere ogni volta che ci si interroga – al passato e al presente – sulla lotta contro il fascismo. Pur tenendo le risposte degli storici e dei filosofi in debita considerazione (anzi: pur dialogandoci costantemente), questo corso si sofferma su un’altra famiglia di risposte, non meno preziose, sebbene a volte più indirette: quelle degli scrittori (e in parte dei registi cinematografici), tanto italiani quanto europei. La letteratura è stata uno strumento di lotta quando ancora si combatteva con le armi per la libertà e ha giocato un ruolo importante nel tenere accesa la speranza facendo sentire che non erano soli agli abitanti dei paesi occupati che non si erano rassegnati al nuovo ordine di Mussolini e di Hitler. È soprattutto nel dopoguerra, però, che si sono moltiplicati i testi letterari sulla lotta antifascista: racconti, romanzi, poesie e addirittura testi teatrali. Ed è analizzando questi testi che si proverà a ricostruire la prospettiva degli scrittori, affrontando tra i molti temi: il rapporto tra scrittura e mistificazione della memoria e tra scrittura e difesa della memoria; i moventi profondi dell’urgenza di raccontare; il peso della politica militante nella ricostruzione del passato; l’importanza della variabile geografica; il rapporto con la tradizione del racconto di guerra; analogie e differenze con il Risorgimento, la Grande guerra, il Sessantotto, come altri grandi momenti di partecipazione collettiva; i classici antichi come modello di stilizzazione, e così via.
Proprio perché si tratta di una materia sconfinata, il corso si soffermerà su una soltanto di queste forme: il racconto e tutt’al più il romanzo breve. Dietro questa scelta si fanno sentire almeno due considerazioni. Anzitutto, lavorare su testi di dimensioni contenute, idealmente analizzabili nel dettaglio, offre il migliore banco di prova possibile per il close reading e consente di evitare le generalizzazioni a beneficio dei dettagli e delle sfumature (dai quali spesso dipende la grande letteratura). In questa chiave il corso si propone di affinare le capacità di lettura degli studenti, i quali saranno sollecitati a discutere assieme i diversi testi in tutte le loro pieghe.
Concentrarsi su testi di dimensioni più contenute permette inoltre di cominciare a familiarizzare con un numero assai maggiore di autori. Questo allargamento del canone è particolarmente essenziale alla luce di un altro presupposto del corso: il modo migliore per studiare la letteratura italiana della Resistenza è collocarla nel contesto delle altre letterature europee che hanno raccontato la lotta contro il nazi-fascismo. Nonostante l’altissima qualità dei testi francesi e polacchi, è probabile che nessun altro paese abbia prodotto un numero di opere significative su questo tema quanto l’Italia; tuttavia solo a paragone delle altre esperienze è possibile cogliere davvero i tratti caratteristici della letteratura italiana sulla Resistenza. Occorre dunque partire da qui.
Obiettivi formativi
Il corso intende introdurre gli studenti alla letteratura in prosa sulla Resistenza europea.
Riferimenti bibliografici
TESTI BASE
Una storia critica a più voci della Resistenza in Italia e la più importante teoria filosofica della guerra partigiana:
--Filippo Focardi e Santo Peli (a cura di), Resistenza. La guerra partigiana in Italia (1943-45), Carocci, Roma 2025
--Carl Schmitt, Teoria del partigiano (1963), Adelphi, Milano, 2005
Due antologie di racconti (contenenti la gran parte dei testi che leggeremo durante il corso):
--AAVV, Racconti della Resistenza, a cura di Gabriele Pedullà, Einaudi, Torino 2024
--AAVV, Racconti della Resistenza europea, a cura di Gabriele Pedullà, Einaudi, Torino 2025
Tre testi/raccolte di testi brevi non inclusi nelle due antologie:
--Giorgio Caproni, Il mio Enea, a cura di Filomena Giannotti, Garzanti, Milano 2020
--Jean-Paul Sartre, Parigi occupata, a cura di Diana Napoli, il Melangolo, Genova 2020
--Bohumil Hrabal, Treni strettamente sorvegliati (1965), a cura di Pino Corduas, e/o, Roma 2011
Altri materiali saranno forniti in pdf.
SAGGI SUGGERITI PER CHI INTENDE APPROFONDIRE
--Claudio Pavone, Una guerra civile, Bollati Boringhieri, Torino, 1991
--Filippo Focardi, La guerra della memoria, Laterza, Roma 2005
--Philip Cooke, L’eredità della Resistenza (2012), Viella, Roma 2015
--Giuseppe Filippetta, L’estate che imparammo a sparare, Feltrinelli, Milano 2018
--Halik Kochanski, Resistance: The Underground War in Europe, 1939-1945, Penguin, London 2022
FILM SULLA RESISTENZA
--Ernst Lubitsch, Vogliamo vivere (1942)
--Michael Curtiz, Casablanca (1942)
--Roberto Rossellini, Roma città aperta (1945)
--Jean-Pierre Melville, Il silenzio del mare (1947)
--Robert Bresson, Un condannato a morte è scappato (1956)
--Roberto Rossellini, Il generale Della Rovere (1959)
--Florestano Vancini, La lunga notte del ’43 (1960)
--Andrej Tarkovskij, L’infanzia di Ivan (1961)
--Jiri Menzel, Treni strettamente sorvegliati (1966)
--Jean-Pierre Melville, L’armata degli eroi (1969)
--Louis Malle, Lacombe Lucien (1974)
--Joseph Losey, Monsieur Klein (1976)
--Bernardo Bertolucci, Novecento (1976)
--Theo Angelopoulos, I cacciatori (1977)
--Paolo e Vittorio Taviani, La notte di San Lorenzo (1980)
--Elem Klimov, Vieni e vedi (1985)
--Jacques Audiard, Un uomo molto discreto (1996)
--Giorgio Diritti, L’uomo che verrà (2009)
Moduli
| Modulo | Ore | CFU | Docenti |
|---|---|---|---|
| Modulo 1: La letteratura della Resistenza in Italia e in Europa (per ordinari) | 20 | 3 | Gabriele Pedullà |
| Modulo 2: La letteratura della Resistenza in Italia e in Europa (per ordinari e PhD) | 20 | 3 | Gabriele Pedullà |
| Didattica integrativa | 10 | 0 |