Il cinema della Normale "DONNE SULL’ORLO DI UNA CRISI DI NERVI" di Pedro Almodóvar
Photo: David Wall by Canva
DONNE SULL’ORLO DI UNA CRISI DI NERVI
(Mujeres al borde de un ataque de nervios)
di Pedro Almodóvar
Durata: 88'
Spagna, 1988
con Carmen Maura, Antonio Banderas, Julieta Serrano, Rossy De Palma, Maria Barranco
Film in versione originale sottotitolata
Pepa, una doppiatrice cinematografica di Madrid, viene lasciata dal collega e compagno Ivan con uno sbrigativo messaggio nella segreteria telefonica. La donna è disposta a tutto pur di rintracciarlo: non solo si sente tradita, credendolo ritornato con la moglie Lucía, appena uscita dal manicomio, ma gli deve anche rivelare di essere rimasta incinta.
La situazione diventerà sempre più paradossale e tragicomica: Pepa riceve nel suo appartamento personaggi assurdi, come l'amica Candela, che fugge dalla polizia per aver dato rifugio a un gruppo di terroristi, essendosi innamorata di uno di loro, e Carlos, il figlio di Ivan, venuto casualmente con la fidanzata Marisa per visitare l'attico e prenderlo in affitto. Le persone più disparate si ritrovano tutte riunite nella stessa stanza, dove l'isterismo, la rabbia vendicativa, la paura e il desiderio erotico si intrecciano in uno spaccato comico, ma anche profondamente umano e vitale.
Donne sull’orlo di una crisi di nervi è una commedia grottesca in cui l'inverosimiglianza predomina:Almodóvar costruisce situazioni paradossali, scene madri da melodramma e personaggi caricaturali in una Madrid resa artefatta dai colori intensi dei costumi, della scenografia e della fotografia. Tuttavia, anche nell’eccesso e nella teatralità, le protagoniste donano uno spaccato emotivo estremamente autentico. Iván, assente per quasi l’intera pellicola, è il collante di tutti i personaggi, accomunati da una forte incapacità comunicativa: il telefono, infatti, è una presenza ricorrente nel film, addirittura cruciale per alcune svolte di trama, ma è spesso inutilizzabile, simbolo delle difficoltà di comprendersi e ascoltarsi reciprocamente. La cornetta è feticcio di un uomo assente, è la vittima principale della furia distruttiva di Pepa: scagliato giù dal balcone, proietta i desideri assassini e autodistruttivi della donna. Nella tensione sempre costante tra erotismo e pulsione suicida, emerge l’ilarità di una disperazione tanto smodata da sfiorare il nichilismo, ma che si risolve costantemente in un sorriso carico di comprensione e umanità.
I personaggi femminili di Donne sull’orlo di una crisi di nervi sono isterici e, in parte, stereotipati, ma i cliché sono sfruttati per rappresentare mondi caratteriali sfaccettati di donne che non temono di essere giudicate rumorose, esagerate e sentimentali. Non è un caso che Pepa lavori come doppiatrice cinematografica, amplificando le proprie emozioni con quelle dei personaggi a cui presta la voce. Proprio nello specchio della pellicola si inserisce il momento scatenante della crisi: quando la voce di Iván, che ha già inciso la sua parte in colonna separata, le confessa il suo amore disperato. Ma il volto che parla è quello di Sterling Hayden, le sue parole non sono che una finzione, e Iván già è lontano, narcisisticamente impegnato in una nuova avventura.
Almodóvar, del resto, racconta di essersi ispirato durante la scrittura del film al monologo di Cocteau La voce umana, a cui ha anche dedicato un omonimo cortometraggio nel 2020. Il regista spiega, “in quell'opera, l'amante assente non ha voce, anche quando lui chiama e lei risponde al telefono, non lo sentiamo. 'La voce umana' è quella di lei, che racconta il catalogo infinito delle sue sofferenze quotidiane, nella cui contemplazione soffoca come in un pozzo senza fondo. Perché l'assenza è questo, uno specchio nero e cristallino che riflette solo l'angoscia di chi lo guarda”
Introduzione e dibattito a cura di Allieve e Allievi SNS.