Storia

Storia

Fondata nel 1810, la Normale ha attraversato gli ultimi due secoli della storia d’Italia, e ne è stata spesso al crocevia: da Napoleone all’Unità, dalle guerre mondiali alla Repubblica

La fondazione e il periodo napoleonico

Il 18 ottobre 1810, Napoleone firma un decreto che istituisce a Pisa un «Pensionato accademico» per gli studenti universitari: nasce così la Normale di Pisa.

La Normale del Granduca

Dopo la chiusura napoleonica, nel 1843 la Normale riapre, e si sposta nella sua sede attuale, il Palazzo della Carovana. Fra gli allievi di quel periodo, il futuro premio Nobel Giosuè Carducci.

La Scuola Normale del Regno d'Italia

Il nuovo governo dell’Italia unita sceglie di conservare, ma non allargare, il modello della Normale: esisterà una sola Scuola Normale del Regno d’Italia, e avrà sede a Pisa.

La riforma gentiliana e il periodo fascista

Nel periodo fascista, il filosofo e normalista Giovanni Gentile darà un’impronta rinnovata e duratura alla Normale. Sono anni difficili, di reazione e repressione; ma sono anche gli anni di Paul Oskar Kristeller, Aldo Capitini e Carlo Azeglio Ciampi.

Decadenza e ripresa: il dopoguerra

Il dramma della guerra investe anche la Normale, ma grazie al coraggio dei suoi direttori, Russo e Tonelli, la Scuola difenderà il suo patrimonio librario e la sua sede. Nel 1959, la Normale apre finalmente la sua prima sezione femminile.

Dalla repubblica a oggi

Oggi la Normale è un luogo di ricerca e formazione riconosciuto a livello internazionale. Una comunità di studio liberale e democratica dove il talento e le capacità di allievi e allieve sono valori fondanti.