Nimitz Library, United States Naval Academy, Annapolis, Maryland, United  States, Harold Mayer @Wikicommons

Libri contro la censura: la Scuola Normale Superiore accoglie i testi rimossi dalla Biblioteca Nimitz dell’Accademia Navale degli Stati Uniti

Presentazione dei testi

Contatti

Info
eventiculturali@sns.it
050509307

Intervengono

Prof. Guglielmo Meardi, Preside della Classe di Scienze Politico-Sociali
Prof. Donatella della Porta, Direttrice del Centro Studi sui Movimenti Sociali - COSMOS
Prof. Francesco Caglioti, Presidente Comitato Scientifico della Biblioteca
Dott. Enrico Martellini, Biblioteca della Scuola Normale Superiore
Prof. Marco Deseriis, Comitato Scientifico della Biblioteca
Dott. Giuseppe Lipari, Comitato Scientifico della Biblioteca, promotore dell'iniziativa
Dott. Giada Bonu Rosenkranz, Ricercatrice alla Scuola Normale Superiore
Dott. Angela Adami, Ricercatrice alla Scuola Normale Superiore


Nel marzo 2025, a seguito di un provvedimento dell’amministrazione statunitense, la Biblioteca dell’Accademia Navale degli Stati Uniti di Annapolis ha rimosso 381 titoli dalle proprie collezioni. Testi di diverse discipline che si occupano delle discriminazioni di genere, di classe e legate al colore della pelle.
La Biblioteca della Scuola Normale Superiore, avendo attentamente consultato la lista dei libri censurati, ha deciso di acquisirne una parte per la propria sede fiorentina, che ospita le collezioni relative alla scienza politica e alla sociologia. Queste opere dall’importante valore scientifico sono già a disposizione di chi studia e lavora alla Normale e di coloro che frequentano la biblioteca (il cui accesso, previa registrazione, è aperto a tutti coloro che per ragioni di studio o di ricerca abbiamo la necessità di utilizzarne le collezioni).
Non è accettabile che si effettuino delle purghe nelle biblioteche, che si censuri il lavoro di ricerca e che il potere politico decida arbitrariamente cosa si può leggere e studiare negli atenei. La ricerca scientifica è libera e la Scuola Normale Superiore ritiene necessario ribadire, con questo gesto, la totale adesione ai valori della libertà accademica e di parola, contro ogni censura.