Massimiliano Finazzer Flory, Daniele Lombardi, Sara Ippolito
Italia
Massimiliano Finazzer Flory, Daniele Lombardi, Sara Ippolito
Massimiliano Finazzer Flory | regista e attoreDaniele Lombardi | pianoforteSara Ippolito | ballerinaMichela Lucenti | coreografieSartoria Brancato Milano | costumi
GRAN SERATA FUTURISTA
da Filippo Tommaso Marinetti e Giovanni PapiniMusiche di Igor Stravinskij, Alfredo Casella, Francesco Cilea, Henry Cowell, Ryuichi Sakamoto, George Antheil
Lo spettacolo sarà preceduto da una lezione introduttiva ad ingresso libero di Massimiliano Finazzer Flory in programma lunedì 18 gennaio alle ore 21 presso l’Aula Bianchi della Scuola Normale Superiore.
Perché portare in scena il Futurismo?Perché fa parte della nostra storia.Perché noi siamo innamorati del divino domani.Perché l’Italia non è più un Paese per giovani.Perché vogliamo centuplicare il rosso del tricolore.Perché crediamo nell’immaginazione senza fili.Il teatro è vita.La vita è movimento.Movimento è Futurismo.
Gran Serata Futurista mette in scena la vita, il movimento, l’energia, l’abitudine all’energia come chiedevano i Futuristi a un Paese che già allora, forse, aveva perso “l’amor del pericolo e la temerità”. Dunque a teatro per parlare d’Italia, per ascoltare Massimiliano Finazzer Flory che diventa “atleta del cuore” assumendo i toni dei Manifesti futuristi di Filippo Tommaso Marinetti. Perché senza Marinetti non ci sarebbe stato il Futurismo. Ma Finazzer Flory dà voce anche a Giovanni Papini, cent’anni dopo la pubblicazione, sulla nascente rivista Lacerba, dei suoi testi più polemici.Una performance intensa, incendiaria, che lavora sulla nostra identità, all’interno della quale voce e corpo si inseguono per cantare “le grandi folle agitate dal lavoro, dal piacere o dalla sommossa”. Perché essere Futuristi oggi significa ancora riconoscersi e rappresentarsi con parole e pensieri che nel 1913 acclamavano un’adesione completa al Movimento: “lo son futurista perché Futurismo significa aspirazione a una civiltà più vasta, a un’attività più intensa, a un’arte più nostra, a una sensibilità più ricca, a un pensiero più eroico”. Portare in scena il Futurismo, mettendo in luce gli anni che vanno dal 1909 al 1913, vuol dire tornare a discutere seriamente, senza pregiudizi e ipocrisie, su cosa intendeva Marinetti quando scriveva: “Noi affermiamo che la magnificenza del mondo si è arricchita di una bellezza nuova: la bellezza della velocità. Un automobile da corsa che corre con il suo cofano adorno di tubi simili a serpenti aggressivi … è più bello della vittoria di Samotracia”. Una performance, dunque, che Finazzer Flory schiera, nello stile di Filippo Tommaso Marinetti, contro i passatisti del nostro tempo per i quali come “per i moribondi, per gl’infermi, pei prigionieri… l’ammirabile passato è forse un balsamo ai loro mali, poiché per essi l’avvenire è sbarrato...”. Le fonti drammaturgiche comprendono passaggi da: Filippo Tommaso Marinetti, Fondazione e Manifesto del Futurismo (1909); Marinetti et AA. VV. La pittura futurista. Manifesto tecnico (1910); Marinetti, Manifesto tecnico della letteratura futurista (1912); Marinetti, Manifesto dei drammaturghi futuristi (1911); Marinetti, Il Teatro di Varietà (1913); Marinetti, Settimelli, Corra, Il Teatro Futurista Sintetico (1915); Marinetti, Zang Tumb Tuuum (1912); Marinetti, Elogio di Capri. Discorso di Marinetti al primo Convegno del paesaggio, Capri, 9 e 10 luglio 1922; Giovanni Papini, Discorso di Roma e Perché son futurista (L’esperienza futurista 1913-1914; Lacerba 1913). In scena anche Daniele Lombardi, compositore, pianista e massimo esperto di musica futurista al mondo che eseguirà musiche di Igor Stravinskij, Alfredo Casella e Henry Cowell. I costumi di Finazzer Flory riprendono gli abiti privilegiati da Marinetti (il frac), accentuando il formalismo dell’epoca in contrapposizione allo spirito anticonformista della serata. La danzatrice, Sara Ippolito, invece incarna la figura femminile che si declina in differenti contesti con costumi che variano dalla tuta da operaio agli aerodinamici vestiti da sera.
Massimiliano Finazzer Flory esordisce come attore, in ambito teatrale, con il progetto In viaggio con Virgilio (2005), il racconto dell’Eneide e L’altro viaggio di Rainer Maria Rilke (2005), andato in scena per la prima volta al Piccolo Teatro Studio di Milano. La sua attività vanta l’ideazione di spettacoli imperniati sul rapporto tra letteratura, filosofia, arte e musica. A teatro inoltre ha messo in scena: Vita a Credito, originale spettacolo articolato su passaggi letterari da Cervantes, Dostoevskij, Kafka e Proust, trasmesso anche da Rai Sat, Lo specchio di Borges, con musica di Astor Piazzolla, rappresentato a Ginevra, Parigi, Madrid e Buenos Aires, e L’orecchio di Beethoven, spettacolo-biografia incentrato sulla figura del compositore tedesco. Per i 150 anni dell’Unità d’Italia ha portato sulla scena internazionale I promessi sposidi Alessandro Manzoni. Nell’agosto del 2014 gira il suo primo film interamente a New York, tra Manhattan e Brooklyn: un lungometraggio dedicato alla storia del Futurismo italiano ri-ambientata in USA, dal titolo Marinetti a New York. La sua opera teatrale Essere Leonardo da Vinci. Intervista impossibile, presentata in anteprima a Londra (2012) in occasione della mostra Leonardo da Vinci. Painter at the court of Milan, viene allestita durante il periodo EXPO 2015 - Milano. Dal 30 ottobre 2008 al 30 maggio 2011 è stato Assessore alla Cultura del Comune di Milano. Vive e lavora tra Milano e New York.
Sara Ippolito nasce a Parma il 16 aprile 1985 e comincia gli studi coreutici all’età di nove anni presso la Scuola di danza Era Acquario di Lucia Nicolussi Perego con la quale approfondisce nel corso degli anni la tecnica contemporanea affiancata a diverse discipline tra cui Alexander technique, iyengar yoga, pilates, tai chi, tecnica classica, floor work e teatro-danza. Partecipa a seminari e workshop di formazione con insegnanti italiani e stranieri. Approfondisce poi la sua formazione con studi pedagogici. Nel novembre 2010 incontra la coreografa e danzatrice spezzina Michela Lucenti e il Balletto Civile che hanno un forte impatto sulla sua vita e sulla sua formazione.