Persistenze tecniche e lessicali della  navigazione antica. Il caso della "spiera"

Persistenze tecniche e lessicali della navigazione antica. Il caso della "spiera"

Seminari di storia antica

Molti aspetti della navigazione antica, sia tecnici che antropologici, hanno conosciuto una lunghissima continuità nel corso del tempo, soprattutto nel contesto popolare dei pescatori e dei piccoli naviganti, quello che maggiormente ha conservato dei caratteri “arcaici”. Lo si può riscontrare nell’uso di semplici ma fondamentali strumenti nautici, così come nelle tecniche utilizzate per orientarsi e affrontare il mare, ma anche nei caratteri e nella vita quotidiana delle genti di mare, nelle credenze e nella religiosità, perfino nel lessico. Ciò è accaduto ovunque, in quanto l’uomo ha dovuto affrontare problemi sostanzialmente simili, in ambienti simili e con macchine simili, per lo meno fino a quando – diciamo così – ha combattuto “ad armi pari” con gli elementi naturali, ovvero fino al tramonto della vela. Ad ambienti e necessità simili corrispondono quindi risposte simili. A tale riguardo risulta emblematico il caso della spiera, strumento fondamentale per la salvezza di un’imbarcazione che deve affrontare un mare tempestoso: le circostanze del suo impiego e il suo principio di funzionamento sono rimasti inalterati nel tempo, così come la sua denominazione di antica origine greco-latina. 

Stefano Medas l Alma Mater Studiorum Università di Bologna
Persistenze tecniche e lessicali della  navigazione antica. Il caso della "spiera"

IMG: prua del trabaccolo “Il Nuovo Trionfo” (1926), con i caratteristici occhi apotropaici (fotografi a Stefano Medas)