Il Cinema della Normale

Proiezione di "Eraserhead"

Il Cinema della Normale: Sweet Dreams (Are Made Of Film)

ERASERHEAD - LA MENTE CHE CANCELLA 

(Eraserhead)

di David Lynch

con Jack Nance, Charlotte Stewart, Jean Lange, Judith Roberts, Jeanne Bates

Durata: 90'

Produzione: USA, 1977

Henry, giovane e insicuro tipografo che vive in un’anonima città industriale, viene invitato a cena a casa di Mary, una ragazza con cui, nel recente passato, aveva intrecciato una relazione. Durante l’incontro, che avviene in un’atmosfera perturbante e imbarazzata, questi fa la conoscenza della famiglia di lei, tramite cui viene a sapere che Mary ha da poco partorito un bambino prematuro. A questa creatura dalle fattezze inquietanti Henry si troverà a badare, tra enormi difficoltà e incertezze, in un contesto di sempre maggiore oppressione.

Poche gestazioni di film sono state travagliate e, al tempo stesso, leggendarie come quella di “Eraserhead”, il primo lungometraggio di David Lynch. Già autore di alcuni cortometraggi, nel 1970 Lynch, poco più che ventenne, si trasferì a Los Angeles, desideroso di approfondire le proprie conoscenze in campo cinematografico e in cerca di finanziamenti per un’opera più ambiziosa. Il budget fornito dall’American Film Institute, però, si esaurì in breve tempo, così il giovane regista dovette ricorrere all’aiuto di amici e conoscenti per sovvenzionare la produzione della pellicola, che vide la luce solo nel 1977. Nel frattempo, date le ristrettezze economiche, Lynch fu costretto a vivere sul set, e proprio in quel contesto si sviluppò un forte spirito di collaborazione tra tecnici e attori, tutti consapevoli dell’azzardo artistico e produttivo in cui si erano impegnati, e in parte destinati a seguire il regista in progetti successivi. Ritenuto inadatto a un grande pubblico, “Eraserhead” si diffuse prima tra gli appassionati di cinema sperimentale, ma col tempo acquisì lo status di cult che ancora oggi gli è riconosciuto. E il film stesso, come la critica si è presto affrettata a ricostruire, riflette tensioni e inquietudini rintracciabili nella biografia del regista, a partire dall’ambientazione desolante e angosciosa che permea la città in cui vive Henry, specchio della Filadelfia di fine anni Sessanta dove Lynch aveva abitato per un periodo. A livello tematico, poi, le difficoltà legate alla paternità e il rapporto conflittuale con la compagna riflettono esattamente alle ansie del giovane Lynch che, da poco diventato padre, era alle prese con una vita personale segnata da responsabilità gravose e da un profondo senso di inadeguatezza. Al tempo stesso, nonostante la moltitudine di elementi ascrivibili a un contesto ben rintracciabile, “Eraserhead” rimane un’opera grottesca e straniante, difficilmente incasellabile entro schemi predefiniti, che mette alla prova, fotogramma dopo fotogramma, lo spettatore. Ai pochi dialoghi fa da contraltare un tappeto musicale costante, con incessanti suoni fuori campo che accompagnano i ritmi lenti del film, gemelli della totale inazione del protagonista. Sembra quasi che, più che seguirne le vicende reali, gli spettatori assistano al flusso disordinato dei suoi pensieri. Questa impressione è rafforzata dalla narrazione non lineare, fortemente ellittica e tendente all’onirico, che anticipa diversi altri film di Lynch. Anche il protagonista smarrito, insicuro, e le figure femminili in bilico tra salvazione e perdizione sembrano testimoni di una precoce consapevolezza da parte del regista delle coordinate stilistiche che ne avrebbero contraddistinto l’opera. “Eraserhead” rappresenta dunque un essenziale tassello all’interno della filmografia lynchiana, pieno di scene e scelte formali diventate punti di riferimento per numerosi autori e oggetto di culto per appassionati. Ma è ugualmente significativo nel suo aspetto visionario di scommessa, artistica e personale, che, a quasi cinquant’anni dalla prima apparizione nelle sale, possiamo senza dubbio considerare riuscita.

Sinossi e critica a cura di Mariastella Cascone e Matteo Cirillo

Introduzione alla proiezione e dibattito a cura di Vieri Monti e Lorenzo Pistillo 

Film in versione originale sottotitolata e restaurata 4k

 

 

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