Si chiama “Galassia di Pablo” ed è nata nell’universo primordiale smettendo molto presto di formare nuove stelle. La scoperta è frutto delle ricerche di un team di astrofisici internazionale, tra cui tre ricercatori della Scuola Normale Superiore.
PISA, 14 gennaio 2026. Un team internazionale di astrofici, tra cui Stefano Carniani, Eleonora Parlanti e Giacomo Venturi della Scuola Normale Superiore, ha individuato una galassia dell’universo primordiale, della grandezza di circa 200 miliardi di volte la massa del nostro Sole, che ha smesso di formare nuove stelle a causa del buco nero supermassicio presente al suo centro, il quale, riscaldando il gas all’interno e intorno alla galassia, le ha impedito di evolversi soffocandola lentamente.
I ricercatori, guidati dall'Università di Cambridge, hanno utilizzato i dati del James Webb Space Telescope e dell’Atacama Large Millimeter Array (ALMA) per le loro osservazioni. La galassia , chiamata GS-10578 ma soprannominata "Galassia di Pablo" dal nome dell’astronomo che per primo la osservò, si trova nell'Universo primordiale, e si è formata tra 1.2 e 2.2 miliardi di anni dopo il Big Bang, ma ha smesso presto di evolversi, nonostante la sua età relativamente giovane, a causa della quasi totale assenza del gas freddo di cui le stelle hanno bisogno per nascere, proprio per colpa del buco nero che conteneva.
I risultati sono stati pubblicati sulla rivista Nature Astronomy.
Press release Università di Cambridge.
Immagine: Pablo's Galaxy
Credit: JADES Collaboration