Persistenze tecniche e lessicali della navigazione antica. Il caso della spiera
Relatore
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Stefano MedasAlma Mater Università di Bologna, Dipartimento di Beni Culturali
Stefano Medas, Alma Mater Università di Bologna, Dipartimento di Beni Culturali
Persistenze tecniche e lessicali della navigazione antica. Il caso della spiera
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Abstract
Molti aspetti della navigazione antica, sia tecnici che antropologici, hanno conosciuto una lunghissima continuità nel corso del tempo, soprattutto nel contesto popolare dei pescatori e dei piccoli naviganti, quello che maggiormente ha conservato dei caratteri “arcaici”. Lo si può riscontrare nell’uso di semplici ma fondamentali strumenti nautici, così come nelle tecniche utilizzate per orientarsi e affrontare il mare, ma anche nei caratteri e nella vita quotidiana delle genti di mare, nelle credenze e nella religiosità, perfino nel lessico. Ciò è accaduto ovunque, in quanto l’uomo ha dovuto affrontare problemi sostanzialmente simili, in ambienti simili e con macchine simili, per lo meno fino a quando – diciamo così – ha combattuto “ad armi pari” con gli elementi naturali, ovvero fino al tramonto della vela. Ad ambienti e necessità simili corrispondono quindi risposte simili. A tale riguardo risulta emblematico il caso della spiera, strumento fondamentale per la salvezza di un’imbarcazione che deve affrontare un mare tempestoso: le circostanze del suo impiego e il suo principio di funzionamento sono rimasti inalterati nel tempo, così come la sua denominazione di antica origine greco-latina.