Dietro le spalle degli autori antichi. Pratiche di composizione dei testi letterari in Grecia e a Roma
Organizzazione
Tiziano Dorandi | CNRS
Lo studio delle pratiche compositive di un’opera letteraria e del metodo di lavoro degli autori antichi costituisce un dominio di ricerca affascinante e misterioso. Ci possiamo chiedere se gli autori dell’Antichità greca e latina utilizzavano foglietti di papiro o di pergamena o tavolette per prendere appunti o per redigere i brogliacci delle loro opere; come raccoglievano i loro estratti durante le fasi preliminari della composizione; se scrivevano le proprie opere di loro mano oppure le dettavano a un segretario. Molti autori antichi avevano in comune la pratica di riservare una parte almeno della loro produzione letteraria a una circolazione limitata, pratica che li portava a rinunciare a pubblicare i loro scritti, nel senso che noi diamo oggi a questa pratica. Era comunque in vista di una pubblicazione, cioè a una diffusione riservata a un pubblico più vasto che gli autori antichi componevano le loro opere. Quale era il destino dei libri, una volta pubblicati? Abbiamo testimonianze di scritti che raggiunsero una seconda o una terza edizione? Esistevano diritti di autore e di editore? Ci sono tracce concrete di varianti d’autore già nell’Antichità? È a queste e a altre domande che si cercherà di dare una risposta, forse convincente forse meno, nel corso di questo seminario.
Img: Saffo (affresco) Museo archeologico nazionale di Napoli, Napoli - CC Wikipedia